HomeAttualitàTempesta internazionale sul basmati: l'Europa tra India e Pakistan

Tempesta internazionale sul basmati: l’Europa tra India e Pakistan

L’affascinante disputa per il riconoscimento del riso basmati tra India e Pakistan si svolge su un palcoscenico internazionale, catturando l’attenzione dell’Unione Europea. Entrambi i paesi, giganti nella produzione e nell’esportazione di questo cereale pregiato, cercano l’ambita Indicazione Geografica Protetta (IGP) che certifichi l’origine e la qualità del loro basmati. Questa contesa non è solo un’espressione della rivalità storica che perdura dal 1947, ma è anche un riflesso del profondo legame che entrambi i paesi mantengono con questo prodotto agricolo, essenziale per la loro economia e cultura.

Il basmati, con i suoi chicchi allungati e il profumo caratteristico, è coltivato principalmente nelle fertili pianure alluvionali che si estendono tra i fiumi Indo e Gange, un’area che si trova nel cuore della disputa. Il riso basmati è più che un semplice alimento; è un simbolo di tradizione e orgoglio nazionale per entrambi i paesi, che vantano una lunga storia di coltivazione e esportazione di questo cereale pregiato.

India e Pakistan hanno intrapreso percorsi diversi per accrescere la produttività del basmati, con l’India che ha introdotto varietà ad alta resa, mentre il Pakistan ha mantenuto uno stretto controllo sugli standard di coltivazione per preservare l’accesso al mercato europeo. Queste strategie riflettono la complessità del mercato globale del basmati e l’importanza di adattarsi alle normative internazionali senza compromettere la qualità.

La competizione per l’IGP ha raggiunto un punto critico quando l’India ha depositato la propria richiesta presso la Commissione Europea, seguita a breve dalla mossa simile del Pakistan. Queste azioni hanno sollevato questioni sul futuro del marchio basmati e sull’impatto che una decisione dell’UE potrebbe avere sulle esportazioni e sull’identità culturale del prodotto.

Negli anni ’90, la sfida di un marchio americano di brevettare il basmati aveva unito India e Pakistan in una causa comune. Tuttavia, la possibilità di una candidatura congiunta per l’IGP si è dissolta a seguito delle tensioni politiche. Nonostante esistano precedenti di IGP transfrontaliere, la complessa dinamica tra i due paesi rende improbabile una soluzione simile per il basmati.

Esperti come Delphine Marie-Vivien suggeriscono che l’UE potrebbe essere costretta a trovare un compromesso, potenzialmente riconoscendo entrambi i paesi come legittimi produttori di basmati. Tale decisione potrebbe non solo placare le tensioni attuali ma anche aprire la strada a un nuovo capitolo nella storia del basmati, in cui l’identità e la qualità del prodotto vengono celebrate al di là delle divisioni politiche.

In questa disputa per l’IGP del basmati, ciò che emerge è un affascinante intreccio di geopolitica, identità culturale e normative commerciali internazionali. La decisione dell’UE avrà ripercussioni non solo sulle economie di India e Pakistan ma anche sulla percezione globale del basmati, simbolo di una ricca eredità culturale che trascende i confini nazionali.

Elena Lombardo
Elena Lombardo
Mi chiamo Elena Lombardo, siciliana doc. Sono una persona solare e decisamente ottimista (forse a volte troppo), amo il mare, i posti caldi e l’estate. Quando ho qualche giorno libero valigia in mano parto per luoghi esotici. Mi piace molto scrivere e sono laureata in scienze della comunicazione.
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