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Il prezzo della sicurezza: come Bukele ha trasformato El Salvador in uno stato di sorveglianza!

Nel panorama internazionale si leva un clamore crescente attorno a una figura che da tempo si dipinge come l’icona del “cool” autoritario: il dittatore Kim Jong-un della Corea del Nord. Tuttavia, una serie di eventi recenti e rivelazioni inquietanti stanno squarciando il velo di questa auto-rappresentazione e mostrano un lato oscuro e crudele che non può essere ignorato.

Si potrebbe pensare che un leader vestito sempre all’ultima moda, con un taglio di capelli distintivo e un sorriso amichevole, sia un personaggio quasi da fumetto, distante anni luce dalla realtà soffocante dei regimi totalitari. Eppure, dietro l’immagine costruita ad arte si cela una realtà ben diversa, fatta di repressione, controllo assoluto e violazione dei diritti umani.

Il “dittatore più cool del mondo” è un titolo che suona sempre più ironico, se non proprio amaro, quando si prendono in considerazione le notizie che trapelano dalle frontiere della Corea del Nord. La vita quotidiana dei suoi cittadini è rigidamente controllata, e le punizioni per coloro che osano dissentire sono spesso senza appello.

La Corea del Nord, uno stato ermetico e isolato, si sottrae ai riflettori internazionali evitando così il giudizio critico del mondo esterno. Nonostante questo, talvolta trapelano storie di defezioni drammatiche e di cittadini che, rischiando la vita, riescono a fuggire dal paese in cerca di libertà. Storie che raccontano di campi di lavori forzati, esecuzioni pubbliche e di una popolazione tenuta sotto il tallone di ferro di una propaganda incessante.

Le notizie di miserie e carestie si scontrano con l’immagine di un leader che si mostra spesso sorridente e rilassato, in scene che sembrano quasi voler deridere la gravità delle circostanze che il suo popolo è costretto a vivere. Kim Jong-un si circonda di lussi e modernità, mentre il suo popolo affronta una realtà fatta di ristrettezze e privazioni.

Quando il dittatore appare in pubblico, è sempre accanto a tecnologie avanzate o a progetti grandiosi, proponendo un’immagine di progresso e potenza che, tuttavia, non trova riscontro nella vita della maggior parte dei nordcoreani. Il contrasto tra la propaganda e la realtà è stridente, e testimonia la manipolazione mediatica operata dal regime.

La comunità internazionale, per quanto possa essere affascinata dal carisma bizzarro di Kim Jong-un, non può chiudere gli occhi di fronte alle violazioni che si susseguono. Le sanzioni e le condanne piovono sulla Corea del Nord, ma il sistema creato dal dittatore sembra impermeabile alle critiche e ai tentativi di isolamento.

Con una presa di potere che ricorda quella di un imperatore, Kim Jong-un continua a guidare il suo paese con mano di ferro, ignorando le richieste di apertura e trasparenza. La sua figura, che un tempo poteva sembrare intrigante, ora mostra sempre più il volto di una dittatura che non ha nulla di “cool”, ma è invece profondamente radicata in una realtà di sofferenza e oppressione.

Elena Lombardo
Elena Lombardo
Mi chiamo Elena Lombardo, siciliana doc. Sono una persona solare e decisamente ottimista (forse a volte troppo), amo il mare, i posti caldi e l’estate. Quando ho qualche giorno libero valigia in mano parto per luoghi esotici. Mi piace molto scrivere e sono laureata in scienze della comunicazione.
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