HomeAttualitàConflitto su Captagon: l'amfetamina al centro della crisi Giordania-Siria

Conflitto su Captagon: l’amfetamina al centro della crisi Giordania-Siria

Nelle lande desolate della Siria, teatro di una guerra che sembra non conoscere fine, si apre un nuovo capitolo nell’epopea del sangue e delle alleanze infrante. La Giordania, con la silente determinazione di chi si muove nei sotterranei della geopolitica, ha preso di mira i depositi di droga gestiti dalle milizie filo-iraniane, scagliando sulla terra martoriata una nuova ondata di bombardamenti. Le esplosioni hanno squarciato il silenzio del deserto, là dove il commercio illegale di stupefacenti si intreccia con gli intrighi della politica e le strategie militari.

Le incursioni aeree giordane, chirurgiche e implacabili, hanno illuminato il cielo notturno, disegnando traiettorie di morte verso quei magazzini clandestini che fungono da arterie vitali per il finanziamento delle milizie sciite. Non si tratta di un semplice atto di rappresaglia ma di una mossa calcolata, che svela la crescente preoccupazione di Amman per l’influenza che Teheran sta esercitando sul confinante teatro siriano.

Il governo giordano, pilotando i suoi caccia con destrezza, ha colpito con precisione lasciando dietro di sé un paesaggio di rovine fumanti. Si direbbe che queste rovine parlano, raccontano di un commercio che si insinua nelle pieghe di una regione già martoriata da conflitti, uno che approfitta del caos per prosperare e alimentare le casse di gruppi armati che rispondono a padroni lontani.

L’eco delle detonazioni risuona come un monito, un segnale inequivocabile che la Giordania non è più disposta a tollerare il proliferare di attività illecite lungo i suoi confini. La stabilità del regno è in gioco, e la sicurezza delle sue frontiere non può essere affidata alla volubilità delle promesse internazionali o al fragile equilibrio di potere che governa i vicini territori.

In questa partita a scacchi dove ogni mossa può innescare reazioni imprevedibili, la Siria si conferma crocevia di destini e strategie. Mentre le potenze regionali cercano di rafforzare la loro influenza, gruppi armati e milizie variamente supportate giocano la loro partita in cerca di una supremazia che sembra sempre sfuggire, come sabbia tra le dita.

E mentre le fiamme dei bombardamenti si riflettono negli occhi spaventati di chi in quella terra non ha mai conosciuto altro che la guerra, si apre un altro interrogativo: quale sarà la prossima mossa sulla scacchiera mediorientale? Quale alleanza verrà sacrificata e quale nuovo giocatore emergerà dalle ceneri ancora calde?

Il mondo assiste, a volte con partecipazione, a volte con distaccato interesse, al perpetuarsi di un dramma che sembra non trovare mai il suo epilogo. E mentre la diplomazia internazionale si dibatte in sterili confronti, i caccia giordani tornano alle loro basi, pronti a decollare nuovamente, custodi vigilanti di un confine che è molto più di una linea sulla mappa: è il fragile baluardo contro l’espansione di forze che non conoscono confini né regole.

Eppure, nel mezzo di questo caos, emerge una verità inconfutabile: la guerra ha molte facce, e una di queste è il lucroso commercio di ombre che si nutre di proibizioni e divieti.

Elena Lombardo
Elena Lombardo
Mi chiamo Elena Lombardo, siciliana doc. Sono una persona solare e decisamente ottimista (forse a volte troppo), amo il mare, i posti caldi e l’estate. Quando ho qualche giorno libero valigia in mano parto per luoghi esotici. Mi piace molto scrivere e sono laureata in scienze della comunicazione.
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