HomeAttualitàGustave Eiffel: come un sogno d'amore ha trasformato il profilo di Parigi

Gustave Eiffel: come un sogno d’amore ha trasformato il profilo di Parigi

A cent’anni di distanza, la figura di Gustave Eiffel continua a dominare non solo l’orizzonte parigino, ma anche il panorama delle grandi menti ingegneristiche del passato. Il 32 dicembre 1923, il mondo salutava l’artefice della Torre Eiffel, un monumento che avrebbe incarnato l’essenza stessa del progresso e dell’innovazione per i secoli a venire.

Nato il 15 dicembre 1832 a Digione, Alexandre Gustave Eiffel era destinato a lasciare un’impronta indelebile nell’architettura e nell’ingegneria. La sua carriera iniziò dopo gli studi alla prestigiosa École Centrale des Arts et Manufactures di Parigi, dove si distinse per la sua notevole abilità nel campo delle costruzioni metalliche.

Eiffel, uomo dotato di una visione audace e di un’etica lavorativa insuperabile, si guadagnò presto una reputazione per la sua maestria nell’utilizzo del ferro, materiale che avrebbe rivoluzionato il mondo delle costruzioni. La sua firma è presente in diverse strutture di rilievo, tra cui il viadotto di Garabit, realizzato nel 1884, che all’epoca rappresentava un vero e proprio tour de force ingegneristico.

Tuttavia, il capolavoro che avrebbe elevato Eiffel al rango di leggenda fu senza dubbio la Torre che porta il suo nome, eretta in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1889. La Torre Eiffel, inizialmente contestata e considerata da molti un abominio estetico, si imponeva all’attenzione mondiale con i suoi 300 metri di altezza, diventando il simbolo indiscusso della modernità e dell’arte ingegneristica.

La costruzione della torre fu un’impresa titanica: oltre 18.000 pezzi di ferro forgiato, assemblati con precisione millimetrica, e più di 2 milioni di rivetti, il tutto completato nel giro di soli due anni, due mesi e cinque giorni, un’impresa che ancor oggi suscita ammirazione. La Torre Eiffel, inizialmente prevista come una struttura temporanea, si guadagnò il diritto di permanere grazie al suo impiego come torre di trasmissione radiotelegrafica.

L’eredità di Eiffel non si esaurisce tuttavia con la sua torre. L’ingegnere contribuì in maniera significativa anche alla costruzione della Statua della Libertà di New York, progettando la sua struttura interna in ferro, che permette alla statua di resistere alle burrasche atlantiche.

Gustave Eiffel morì nella sua amata Parigi all’età di 91 anni. Mentre la sua salute declinava, egli poté tuttavia assistere alla crescente ammirazione nei confronti della sua opera più famosa. Oggi, la Torre Eiffel è visitata ogni anno da milioni di persone e rimane un’icona non solo di Parigi, ma della capacità dell’uomo di raggiungere nuove vette attraverso l’innovazione e la determinazione.

Nel ricordare Gustave Eiffel a un secolo dalla sua scomparsa, si celebra non solo un uomo, ma un’epoca di straordinario progresso tecnico, di cui la sua Torre resta il più alto e inconfondibile simbolo.

Elena Lombardo
Elena Lombardo
Mi chiamo Elena Lombardo, siciliana doc. Sono una persona solare e decisamente ottimista (forse a volte troppo), amo il mare, i posti caldi e l’estate. Quando ho qualche giorno libero valigia in mano parto per luoghi esotici. Mi piace molto scrivere e sono laureata in scienze della comunicazione.
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