HomeMotoriTerren: il camion elettrico che ha conquistato le alte quote

Terren: il camion elettrico che ha conquistato le alte quote

La geografia impervia e le altezze vertiginose hanno sempre avuto un fascino magnetico per gli ingegneri e appassionati del settore automobilistico, rappresentando sfide che stimolano l’innovazione e mettono a dura prova la robustezza dei veicoli. Il recente traguardo raggiunto da Gebrüder Weiss, rinomata azienda svizzera operante nel settore dei trasporti e della logistica, è la testimonianza vivida che la tecnologia elettrica può spingersi dove fino a poco tempo fa sembrava inverosimile.

Terren e la conquista dell’ojos del salado

Il palcoscenico di questa dimostrazione di forza e ingegneria è l’Ojos del Salado in Cile, il vulcano attivo più elevato del pianeta, che ora vede associare il suo nome a un nuovo record: l’altitudine più alta mai raggiunta da un veicolo elettrico. Il Terren, un veicolo quasi di serie sviluppato dall’azienda svizzera Aebi Schmidt, ha scalato le pendici del gigante sudamericano fino a raggiungere la quota di 6.500 metri. Questa impresa non solo ha infranto il precedente record detenuto dalla Volkswagen ID.4 GTX, ma ha anche sollevato nuovi standard per l’industria dei veicoli elettrici nel campo delle alte altitudini.

Il design innovativo del Terren

Il Terren, basato sull’Aebi VT450 Transporter, ha mostrato di cosa è capace un mezzo quasi standard, se adeguatamente adattato. Le ruote posteriori sterzanti sono una delle sue caratteristiche chiave, che insieme a una coppia di motori elettrici in grado di erogare una potenza complessiva di 380 CV, hanno permesso di affrontare le pendenze estreme e i terreni accidentati tipici di queste altitudini. L’equipaggiamento prevede una batteria da 90 kWh, che per le versioni future potrà essere potenziata a 140 kWh espandendo così l’autonomia del mezzo e la versatilità d’uso.

L’innovazione solare su ruote

L’elemento che forse più colpisce dell’imponente Terren è l’apporto energetico fornito dai pannelli solari. Non c’è dubbio che la scelta di integrare un sistema fotovoltaico sul tetto del veicolo sia stata una mossa vincente. Circa 8 metri quadrati di pannelli solari fissi si estendono sulla sommità del veicolo, mentre altri 28 metri quadrati di pannelli mobili hanno contribuito a sostenerne l’energia durante il viaggio. Cinque ore di esposizione al sole sono bastate per garantire una ricarica sufficiente a coprire circa 150 km di territorio inesplorato – un contributo non indifferente in zone dove la rete elettrica è un miraggio.

Un’avventura suddivisa in tappe

L’ascensione del Terren è stata un vero e proprio viaggio a tappe, iniziato dalla vastità del lago salato di Maricunga, a 3.400 metri di altitudine, e proseguito attraverso il superamento di traguardi che hanno messo alla prova la resistenza e l’affidabilità del mezzo elettrico. L’utilizzo esclusivo di energia solare per raggiungere la soglia dei 6.000 metri ha ribadito l’efficacia e la sostenibilità di questa forma di mobilità.

Le implicazioni del record

Il record stabilito dal Terren è molto più di un semplice traguardo sportivo; è una pietra miliare che segna la direzione verso cui l’industria automobilistica sta dirigendosi. La prova compiuta sugli impervi pendii dell’Ojos del Salado non è solamente la dimostrazione che i veicoli elettrici possono competere con i loro homologhi a combustione in termini di resistenza e capacità, ma anche che possono spingersi oltre, conquistando territori che prima sembravano preclusi. Questa avventura, ricca di pathos e di sfide tecniche, sottolinea il potenziale inesplorato della mobilità elettrica e ci sprona a immaginare un futuro dove i limiti sono fatti per essere superati.

Marcello Lafarini
Marcello Lafarini
Buongiorno a tutti! Mi chiamo Marcello, ho 36 anni e sono cresciuto in mezzo ai motori. Oggi lavoro full time nel settore automotive, esplorando tutte le sfaccettature che questo immenso mondo è in grado di offrire. Nei miei articoli leggerete recensioni, news, opinioni e tanto altro!
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