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Risparmio ed ecologia: perché le auto elettriche cinesi stanno facendo furore in Italia!

Il panorama automobilistico italiano si trova di fronte a un’epocale trasformazione, stimolata dall’irruzione delle marche automobilistiche cinesi nel mercato nazionale. Le prestazioni di vendita di queste vetture sono sorprendentemente cresciute, raggiungendo una quota di immatricolazioni che ora sfiora il 5% nel solo arco dei primi nove mesi del 2023. Si tratta di un balzo in avanti notevole, considerando il dato annuale del 2022, quando le auto cinesi rappresentavano soltanto il 3% del totale con 39.000 unità vendute.

L’impatto dell’automotive cinese in Europa

Nell’ambito europeo, l’Italia risulta essere uno dei mercati più permeabili all’avanzata delle quattro ruote cinesi. Le auto made in China hanno superato la media europea, testimoniando così la crescente fiducia dei consumatori italiani verso questi nuovi player del settore. A livello continentale, il mercato ha registrato che le autovetture cinesi hanno raggiunto il 4,8% delle immatricolazioni nei primi tre trimestri del 2023. La Cina è emersa come un gigante dell’esportazione automobilistica, con una crescita esponenziale, esportando milioni di veicoli e conquistando, significativamente, i mercati europei.

Il Gruppo Di Risio: sinergia italo-cinese in azione

Il gruppo Di Risio si distingue per la sua iniziativa di portare il marchio cinese sul territorio italiano, stabilendo alleanze strategiche con le potenze automobilistiche dell’Est. Questa azienda ha registrato un notevole successo attraverso i suoi brand, DR ed Evo, mettendo in circolazione decine di migliaia di autoveicoli. L’importazione di veicoli cinesi in Italia, grazie a queste operazioni, sta proiettando il valore commerciale oltre l’astronomica cifra di un miliardo di euro.

Il cammino verso un rinnovamento sostenibile

L’analisi del mercato italiano, presentata dall’Unrae, mette in luce alcune criticità, come il divario residuo rispetto ai livelli pre-pandemici e l’età avanzata del parco circolante italiano. La diffusione delle auto elettriche in Italia è ancora timidamente bassa se paragonata ad altri paesi europei più attivi in questo settore. Questa discrepanza è sorprendente, specialmente tenendo conto del PIL pro capite dell’Italia.

Di fronte a tale scenario, l’Unrae propone un cambio di rotta sugli incentivi dedicati alle vetture elettriche e plug-in. L’associazione sollecita un intervento che includa la rimozione del limite di prezzo e l’incremento dei contributi, in modo da stimolare un’accelerazione nell’adozione dei veicoli green. L’obiettivo è sfruttare al meglio i fondi ancora inutilizzati per favorire una transizione ecologica del settore automobilistico italiano, allineandosi così agli standard europei.

In sintesi, mentre l’industria automobilistica cinese si fa largo nel mercato italiano, vi è un crescente bisogno di rinnovare il parco auto del Bel Paese con veicoli più sostenibili. L’Unrae punta a una revisione degli incentivi che potrebbe rappresentare la chiave di volta per una mobilità più pulita e un futuro più verde per l’Italia.

Chiara Mancini
Chiara Mancini
Molto piacere, sono Chiara, ho 36 anni e dopo aver girato il mondo e vissuto in ben 4 nazioni differenti (Spagna, Inghilterra e Stati Uniti oltre che l'Italia) ho deciso di tornare a casa. Vivo a Milano e mi occupo di stesura articoli, traduzioni ed interpretariato.
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