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Annalisa confessa i retroscena dietro Mon Amour: “Ho baciato una ragazza”. Ecco cos’ha nascosto!

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Una delle hit di successo di quest’estate è senz’altro il ritornello: ‘Ho visto lei che bacia lui, che bacia lei, che bacia me’. Il brano di Annalisa ha avuto un enorme impatto, tanto che la cantante italiana è riuscita a ritornare in cima alla classifica dopo tre anni di dominio maschile.

Annalisa sta vivendo un periodo di grande successo sia nella sua carriera che nella sua vita personale (si è appena sposata) e sta facendo tour in tutta Italia con le sue hit, tra cui Disco Paradise in collaborazione con Fedez e J-Ax.

Annalisa: “Mi piaceva sperimentare”

Il brano di Annalisa intitolato “Mon Amour” è il grande successo dell’estate. Racconta di come, dopo una delusione, si tenta di cambiare le proprie abitudini, di lanciarsi in nuove esperienze e di ripartire alla fine. La cantautrice ha spiegato a Vanity Fair che questa è sempre stata la sua filosofia di vita: momenti di impegno intenso, seguiti da delusioni, autoanalisi, ricerca e ricostruzione. Questo ciclo si ripete costantemente.

La canzone parla anche di fluidità e, in particolare, di libertà nelle relazioni, nell’amore e nella sessualità. Quando le è stato chiesto se ha mai baciato una donna, Annalisa ha risposto sinceramente: “Ovviamente sì. Penso che sia qualcosa che accade a molti durante l’adolescenza, anche solo per gioco, per la voglia di sperimentare”. Ha poi confermato di essere sempre stata attratta dagli uomini.

Annalisa
Annalisa, foto Instagram

Il mondo LGBTQ+

La cantautrice si è avvicinata al mondo LGBTQ+ attraverso il suo brano, ma questo avvicinamento è stato un processo naturale per lei. Si è sempre sentita vicina alle lotte della comunità, ma ha scelto di farlo a modo suo e seguendo i suoi tempi. Non si è mai pronunciata in modo schietto sugli argomenti politici.

“Ho sempre espresso ciò che penso sui social, in modo sincero. Ma non mi piace esibire dichiarazioni al momento giusto, non seguo le tendenze e non mi serve scrivere hashtag solo per tranquillizzare la mia coscienza”.

La cantautrice ha affermato che le piacerebbe molto fare la madrina al Pride, le è stato già chiesto ma non ha potuto accettare per questioni di tempo. Riguardo alle azioni del governo Meloni, si dice molto dispiaciuta. “Queste cose mi addolorano, sembra che stiamo facendo passi indietro. Spero che si possa porre fine a queste azioni”.

Gli episodi di sessismo

Annalisa ha anche riflettuto sul femminismo, ma preferisce agire secondo i suoi metodi e il suo ritmo. “Non alzo mai la voce, ma è evidente che viviamo in una società arretrata e per combattere la violenza di genere dobbiamo andare alla radice, cambiare aspetti della nostra cultura e capire che non è normale l’oggettificazione per strada.”

Non possiamo ignorare la riflessione sulla disparità di genere nella discografia, una discrepanza che secondo lei deriva da una questione culturale. “Perché quasi tutti i musicisti sono uomini? Perché quando sei una bambina, nessuno ti chiede se vuoi provare a suonare la batteria? No, ti dicono: ‘vai, canta’”.

“Ci sono cose considerate maschili e cose considerate femminili: il produttore è maschio, il fonico è maschio, il roadie è maschio; la voce bella è femminile, a meno che non si tratti di cantautori, dove diventa territorio maschile.”

Annalisa ha vissuto diversi episodi di sessismo: “Nei social devi vestirti in un certo modo, comportarti in un altro modo. Se canto una canzone, è solo una canzoncina, ma se la canta un uomo, il giudizio è diverso”.

“La leggerezza – spiega – è qualcosa che continuerò a valorizzare fino alla fine perché attraverso il divertimento si possono trasmettere messaggi molto importanti. Purtroppo, alle donne non è sempre concesso. Se scegli la leggerezza e sei una donna, la gente automaticamente pensa che non sia una tua scelta”.

La leggerezza “è stata una conquista per me. Quando ero più giovane, pensavo di avere tutte le risposte e di dover fare cose più alternative. Ma poi ho capito che mi commuoveva di più un momento felice in una canzone rispetto a uno triste. La parte luminosa mi tocca più di quella oscura, anche se mi piace comunque”.