Torna alla mente la famosa canzone dei Rokes degli anni Sessanta e il suo ritornello alla notizia che il consiglio comunale ha ripristinato lotto minimo e distanze contenute nel Piano Regolatore Tagliente. Cancellati, quindi, dopo il baccanale di frescacce messe in giro dalla sinistra per far passare l’idea di un Prg devastante, proprio i principi posti alla base delle nuove Norme Tecniche approvate all’inizio della sindacatura Lapenna con grande enfasi e con piglio rivoluzionario. Tanto rumore per nulla, anche se resta purtroppo il rammarico per i danni provocati da questa risipiscenza tardiva, che porta oggi tanti cittadini a chiedersi appunto: ma che colpa abbiamo noi…della vostra incapacità ?



























gennaio 21st, 2010 a 13:08
manca una nota, sicuramente per esigenze di spazio (nno nella versioen web, ma cartacea, ergo massima comprensione).
Riguarda le regolette che consentivano prima ad alcuni “furboni” di acquistare 1000 metri di terreno agricolo (a basso costo), altri 9000 in un qualsivoglia vallone a furci, torrebruna e via discorrendo… fare un ettaro e poter costruire una casa “rurale” di 100 mq.
PEccato che queste case “rurali”, costruite grazie ad un principio che voleva dare la possibilita ai coltivatori diretti di poter fare una casa sul terreno che coltivavano, ha generato veri e propri MOSTRI.
Proprio vicino casa mia, c’è una “casa rurale” posta su un costone, di 100mq per il primo piano interrato, 100 per il secondo (entrambi con UN lato interrato, di fatto sono due piani id casa), 100 per il piano “ufficiale”, una 70ina per il sottotetto.
una villa di 370mq che sorge dove NON era prevista. Forte!
Potreste darci lumi in merito alla nuova regoletta? grazie mille!
gennaio 21st, 2010 a 15:06
l’ing. Michele Notarangelo risponde ai suoi quesiti con l’articolo apparso oggi. Mi permetto aggiungere sul piano generale richiamando un verso dantesco “…le leggi son, ma chi pon mano ad esse?”: Nel senso che se vi sono state storture ( non sfuggite anche a chi scrive) nell’applicazione del Prg, è perchè non v’è stato controllo da parte di chi doveva. Per il resto questo Prg, che beninteso l’amministrazione comunale in carica non ha saputo modificare, ha dato anche risultati assolutamente positivi. Soprattutto in termini di risposta alla crisi economica. Ma il discorso è certamente più complesso e , se vuole, possiamo vederci per parlarne. cordialità. Il direttore
gennaio 21st, 2010 a 16:40
Direttore (anche se per me Lei è sempre IL Sindaco), io di politica e piani regolatori non capisco niente. Quello che però vedo quando torno a Vasto, soprattutto nella zona Valloncello-Sant’Onofrio-circonvallazione Histoniense, è un mare di palazzi, alcuni anche belli presi in sè ma costruiti, ai miei occhi ignoranti, in modo del tutto slegato e senza criteri evidenti. E quest’estate la vista da via Adriatica verso la collina di Montevecchio era inquietante. Là dove c’era il buio, ora c’è una distesa di ville e villette. Intendiamoci: beato chi se l’è costruita là, la villetta (tralasciando il discorso sulla franosità della zona). Ma sinceramente quando tutte queste case non c’erano il panorama era più bello. Ripeto: sto parlando solo di una questione estetica perchè di altro non me ne intendo. Il prg, se non erro, è stato varato dopo la sua uscita dal Comune, quando il centrodestra vastese aveva già perso la sua unità, quando già non era più quella spettacolare macchina da guerra dei primi anni. E questo è stato un enorme peccato.
gennaio 21st, 2010 a 18:30
le macchine da guerra distruggono…. altro che spettacolari
gennaio 22nd, 2010 a 09:09
Per favore. Cerchiamo di astrarre un pò i concetti, eh!!
gennaio 22nd, 2010 a 10:18
Si si astrai pure, ma sono parole che tradiscono un’idea poco sana della politica dagli effetti disastrosi, come hai appunto ben descritto. Le responsabilità di questo scempio i vastesi le conoscono bene.
gennaio 22nd, 2010 a 12:51
Amministrare una città significa decidere, agire. Tagliente in questo è stato un maestro e la macchina di guerra di cui sopra era formata da lui, amministratore puro, un carro armato (tanto per restare in tema bellico, visto che ci piace così tanto); Nicola Carlesi, politico fine, che nel ruolo di deputato era perfetto salva la sua avversione alle strette di mano in piazza che l’hanno portato ad essere trombato nel 2001: un vero generale; Massimo Desiati, espertissimo di politica regionale e persona onesta (come gli altri due). Quando hanno iniziato (e ricominciamo) a farsi la guerra tra di loro, il castello è crollato. E ha vinto una sinistra poverissima di contenuti. Ha vinto perchè da questa parte, purtroppo, non c’era rimasto niente. Io non vorrei che per rivincere il centrodestra debba schierare Tonino Prospero. Non voto più a Vasto, ma se votassi lì avrei enormi difficoltà a votare per Prospero.
gennaio 22nd, 2010 a 14:18
Se devo trovare una colpa al gruppo dirigente della destra vastese di quegli anni è che, contrariamente al nome della lista civica che governava la città, non hanno saputo rinnovarsi e allevare dei giovani in grado, a 35-40 anni, di diventare sindaco di Vasto.