Salvatore Minocchi fornisce nel suo libro Gli Italiani in Russia e in Siberia, nel quale riunisce articoli pubblicati tra il 1903/04 sul Giornale d’Italia, una descrizione puntuale dell’incontro con i lavoratori italiani impegnati nella gigantesca impresa sulle rive del lago Baikàl accompagnata da una dettagliata annotazione di nomi e cognomi, luoghi di provenienza di ciascuno di essi, dalla quale risulta che dei 412 italiani, forse anche di più secondo quanto afferma egli stesso, incontrati su quelle sponde ben 81 fossero abruzzesi. In un reportage narrativo, in anticipo sui grandi resoconti di viaggio di Barzini sr., Cecchi, Alvaro, Soldati e Malaparte, Minocchi dà prova delle sue doti di narratore moderno. Attento ai luoghi, alle dinamiche sociali, alle persone che incontra, alle impressioni ricavate, sa ricostruire sapientemente l’atmosfera che si respirava intorno alla grande muraglia di ferro, le condizioni estreme in cui venivano eseguiti i lavori e lo spirito pioneristico sorretto anche dal bisogno economico degli operai incontrati. Degli abruzzesi, che guarda con particolare simpatia, tanto da dedicare il libro proprio a uno di loro, impegnati alla Transiberiana, fornisce un elenco dal cui esame emerge che la totalità dei lavoratori proveniva dalla Provincia dell’Aquila: Rocca di Mezzo, Celano, Ovindoli, Poggio Picenze, San Demetrio, Terranera, Fagnano Alto, Barisciano, Rocca di Cambio, Fontecchio, Capestrano, Carapelle Calvisio.
Salvatore Minocchi (Raggiolo, 1869 – Travale, 1943) è stato sacerdote, storico, biblista, teologo, ebraista italiano, tra i maggiori esponenti del modernismo. Nel 1901 ottiene la cattedra di Lingua e letteratura ebraica all’Università di Firenze, dove rimane fino al trasferimento all’Università di Pisa. Fonda e dirige la «Rivista bibliografica italiana» (1896-1899), «Studi religiosi» (1901-1907) periodico propulsore del Modernismo italiano. Nel 1908 viene sospeso a divinis, e in seguito lascia l’abito talare, abbandonando l’attività religiosa. Si dedica all’insegnamento di Storia delle religioni, pubblicando numerosi saggi.




























marzo 19th, 2010 a 20:18
Sotto forme diverse continuano le stesse sofferenze, non per tutti, perché anche allora tanti si trastullavano, in patria e fuori patria.