Nel 2008 le cittadine straniere residenti in Italia hanno avuto in media 2,31 figli per donna, in diminuzione rispetto agli ultimi anni, ma pur sempre un figlio in più rispetto alle italiane (1,32). Tra il 1995 e il 2008, nelle regioni del Centro e del Nord si osservano incrementi compresi tra l’11% del Trentino-Alto Adige e il 30% della Lombardia. Un caso a parte è quello dell’Emilia-Romagna, che da un livello di infertilità tra i più bassi, registra ora oltre il 50% di nati in più. Nelle regioni del Sud, al contrario, tra il 1995 e il 2008 si osserva una riduzione delle nascite compresa tra il 5% della Sardegna e il 21% della Basilicata, con una significativa inversione di tendenza in Abruzzo, che, dopo vari anni, sperimenta una variazione positiva superiore al 4%. E diminuiscono le nascite da madri minorenni, pari a 2.514 nel 2008, un valore inferiore di circa un quarto rispetto a quello registrato nel 1995 (3.142 unità). Considerando solo le madri italiane il valore scende a 2.074 nati (0,43% del totale). Anche questo fenomeno presenta una forte caratterizzazione territoriale: è pressoché trascurabile al Nord, dove in media le nascite da madri minorenni sono lo 0,17% del totale, mentre assume ancora oggi rilievo in alcune regioni del Sud (quasi 500 nati in Campania, lo 0,85% dei nati della regione, e 600 in Sicilia, pari all’1,3% dei nati). 




























marzo 18th, 2010 a 18:35
La nostra società sta diventando sempre più simile ad un campo di concentramento, penso che chi se ne rende conto in tempo, i figli non li fa perché se ha la sfortuna di non adattarsi alla società dei soprusi possono solo scagliarsi contro i genitori che li ha generati; il sistema non consente una pacifica convivenza, consente l’agiatezza solo a chi ha il coraggio di schiacciare il più debole, chi ha queste virtù e chi è ingenuo lo possono fare, il futuro del pianeta sarà riservato ancora di più a sciocchi e delinquenti.
Spero che questo problema se lo proporranno i Preti.