Se la società civile deve fare uno scatto in avanti la politica lo faccia verso l’alto…
Caro Vincenzo, inizio dalle tue conclusioni: la malattia della nostra epoca è la mancanza di fiducia negli altri. E un buon Sindaco, come tu dici, sarà tanto più bravo quanto più capace di individuare una adeguata terapia al male, che passa necessariamente attraverso ciò che definisci “l’esaltazione dell’ intelligenza responsabile”.Il tuo appello alla “società civile” (termine improprio ma efficace), affinché sappia operare bene e per tempo le scelte decisive, è quanto mai giusto, opportuno e tempestivo. Ma si rivelerà insufficiente, se all’appello non corrisponde l’avvio di una nuova stagione del dibattito politico, in città come altrove, che deve misurarsi su temi essenziali quali lo sviluppo economico, l’ordine pubblico, la sicurezza sociale, la questione giovanile. La preoccupazione – mi auguro infondata – è che invece la discussione possa volgere, di qui alla primavera del prossimo anno, al chiacchiericcio piuttosto che ai contenuti, e che a turno si finirà nel frullatore delle false illazioni, delle accuse reciproche, delle peggiori cattiverie. Se la “società civile” deve fare uno scatto in avanti, la politica lo deve fare verso l’alto. Per questo, il richiamo all’intelligenza e alla responsabilità deve riguardare anche gli operatori della politica (a destra come a sinistra) e tutti bisognerà avere la forza di non cadere nella tentazione di delegittimare l’antagonista (di destra e di sinistra) vomitando addosso il proprio disprezzo e cercando, di volta in volta, sponda con i nemici del proprio nemico. Il giorno in cui ho sottoscritto la prima candidatura mio padre, tra le tante raccomandazioni, mi rammentava che de minimis non curat praetor e che la politica è cosa nobile e seria. Ho imparato, negli anni, che per esserne all’altezza bisogna astrarsi dalle provocazioni e dalle polemiche senza valore, impegnando piuttosto il tempo ad ascoltare, studiare, ragionare, dare aiuto. Ho cercato, negli anni, di migliorarmi, provando ad “esaltare l’intelligenza responsabile” che – ne sono convinto quanto te – appartiene a tutti, indistintamente. Anche a coloro che praticano la politica, che forse non ne sono pienamente consapevoli e a volte volano molto in basso; del resto, se la malattia della nostra epoca è la mancanza di fiducia negli altri, la malattia di tutte le epoche è la mancanza di fiducia in sé stessi.
Manuele Marcovecchio


























