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	<title>Qui Quotidiano on line &#187; Cronaca</title>
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	<description>Quotidiano d&#039;informazione abruzzese</description>
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		<title>Vasto. Furto in un cantiere, i carabinieri arrestano un quarantenne</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 18:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Operazione dei Carabinieri di Vasto che, nella notte, traggono in arresto con l’accusa di furto aggravato Massimo Bonfilio, 40enne, disoccupato, originario di San Severo (FG) ma residente in provincia di Milano. Erano le due di notte quando una pattuglia dei carabinieri, impegnata in servizio di perlustrazione e insospettita da una Fiat Multipla che si stava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/carabinieri.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8994" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/carabinieri.jpg" alt="" width="305" height="292" /></a>Operazione dei Carabinieri di Vasto che, nella notte, traggono in arresto con l’accusa di furto aggravato Massimo Bonfilio, 40enne, disoccupato, originario di San Severo (FG) ma residente in provincia di Milano. Erano le due di notte quando una pattuglia dei carabinieri, impegnata in servizio di perlustrazione e insospettita da una Fiat Multipla che si stava allontanando da un cantiere edile,  ha intimato l’alt all’autista. Massimo Bonfilio, alla guida dell’auto, anziché fermarsi, ha proseguito la sua corsa, accelerando, tentando così di sfuggire al controllo dei militari. Dopo un breve inseguimento, i carabinieri hanno raggiunto e bloccato l’auto. È seguita una perquisizione durante la quale i militari hanno rinvenuto alcuni arnesi da lavoro atti allo scasso e altre attrezzature dall’alto valore commerciale come due taglia piastrelle, un frullino, quattro flessibili, tre valigette contenenti ciascuna un trapano martello con relativi accessori per un totale di circa cinquemila euro. Per chiudere il cerchio sul reato, i carabinieri hanno prontamente contattato il responsabile del cantiere che, giunto sul posto, ha riconosciuto come propri gli attrezzi rinvenuti nell’auto di Bonfilio che, per questo motivo, è stato arrestato per furto aggravato. Inoltre, dal controllo dei documenti dell’autovettura, i carabinieri hanno scoperto che il numero di telaio riportato nella carta di circolazione non coincideva con il numero di telaio dell’autovettura fermata. Si è così scoperto che l’autovettura utilizzata da Bonfilio per il colpo era stata rubata a Sesto San Giovanni (MI) il primo settembre scorso. In pratica, sull’autovettura rubata in provincia di Milano, erano state apposte le targhe di un’altra autovettura, di modello simile e di uguale colore. Per tale motivo Massimo Bonfilio dovrà rispondere anche di ricettazione. Espletate le formalità di rito, l’arrestato è stato condotto nel carcere di Vasto, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.</p>
<p>Roberto De Ficis</p>
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		<title>Vasto. Estorsione e minacce, arrestato un 45enne</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 07:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con l’accusa di estorsione, i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Vasto, hanno tratto in arresto in flagranza di reato, Salvatore Luciano, 45enne operaio di Vasto. Vittima del reato era un imprenditore di Vasto che, secondo l’indagato, doveva restituirgli del denaro per alcuni lavori svolti e mai pagati. Le richieste economiche di Salvatore erano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/carabinieri.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-10883" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/carabinieri-386x400.jpg" alt="" width="386" height="400" /></a>Con l’accusa di estorsione, i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Vasto, hanno tratto in arresto in flagranza di reato, Salvatore Luciano, 45enne operaio di Vasto. Vittima del reato era un imprenditore di Vasto che, secondo l’indagato, doveva restituirgli del denaro per alcuni lavori svolti e mai pagati. Le richieste economiche di Salvatore erano diventate, con il passere del tempo, sempre più insistenti, esasperanti e il reato di estorsione si è verificato quando lo stesso Salvatore, per poter ritornare in possesso del “suo denaro”, ha pensato bene di indirizzare all’imprenditore minacce di morte, sia nei suoi confronti che verso la sua famiglia. Ma l’imprenditore, arrivato ad una situazione insostenibile, non c’è stato e ha detto “basta”. Ha allertato i carabinieri che hanno seguito il caso da vicino. Secondo la ricostruzione dei militari, infatti, l’esca per arrestare Salvatore è stata questa: l’imprenditore vastese, d’accordo con gli agenti, ha lasciato intendere all’indagato di essere disposto a corrispondergli la somma di 700 euro così insistentemente richiesta. Ma all’incontro tra i due, immediatamente dopo il pagamento della somma estorta, i carabinieri hanno bloccato Salvatore e recuperato il denaro appena estorto. Condotto nel carcere di Vasto, Salvatore, resta in attesa delle decisioni dell’Autorità Giudiziaria.</p>
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		<title>Attualità. Tutto il mondo grida: “Salviamo Sakineh&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 18:34:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[lapidazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutto il mondo si sta mobilitando al grido di: “Salviamo la vita a Sakineh!”. Sajjad Ghaderzadeh, il figlio della donna condannata a morte per lapidazione a Tabriz, in Iran, per aver commesso reato di adulterio e per dubbie responsabilità nell’omicidio del marito, rivolge un appello anche al Papa, Benedetto XVI, e al governo italiano nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/Sakineh.png"><img class="alignleft size-large wp-image-10831" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/Sakineh-400x350.png" alt="" width="400" height="350" /></a>Tutto il mondo si sta mobilitando al grido di:  “Salviamo la vita a Sakineh!”. Sajjad Ghaderzadeh, il figlio della donna condannata a morte per lapidazione a Tabriz, in Iran, per aver commesso reato di adulterio e per dubbie responsabilità nell’omicidio del marito, rivolge un appello anche al Papa, Benedetto XVI, e al governo italiano nella speranza che possano intervenire direttamente per salvare la vita alla propria madre. Sono state tante le richieste di clemenza inviate all’ayatollah Ali Khamenei e al presidente Ahmadinejad, ma nessuna di queste ha ottenuto alcuna risposta. Tacciono, essi tacciono. La legge iraniana va avanti inesorabilmente e, complice la mancanza di certezza nei tempi e nei modi, Sakineh potrebbe essere giustiziata in qualsiasi momento, anche oggi. Per fermare l’imminente esecuzione serve una grande mobilitazione internazionale. Sollecitazione che sta avvenendo proprio in questi giorni, da tutte le parti del mondo, alla quale partecipano anche personaggi conosciuti, dal mondo dello spettacolo a quello dello sport; da Carla Bruni, moglie del presidente francese Sarkozy – appellata da alcuni giornali iraniani, per questo motivo, come una prostituta e degna di essere uccisa – al calciatore italiano Francesco Totti, ma anche esponenti del modo intellettuale dell’area magrebina, come la poetessa libanese Joumana Haddad, la scrittrice Sahar Tawfiq, la giornalista marocchina del “Sole 24 Ore” Karima Moual che, a proposito della lapidazione, dice: “È realtà che non si può tollerare”. Impegnate in questa battaglia a favore della vita di Sakineh ci sono anche Mahnaz Afkhami, ex ministro degli Affari femminili del governo di Teheran e scrittrice, la giornalista di origine siriana Layla Joude che, a proposito, dice: “È giusto che noi intellettuali portiamo avanti queste battaglie”. E poi, ancora, la giornalista di origini palestinesi, Iman Sabbah, che tuona nel dire che non si può tacere quando i diritti fondamentali vengono negati alle donne, ma anche agli uomini come il diritto più essenziale, quello alla vita. Tutte prese di posizioni, queste, molto dure e dirette contro il governo di Ahmadinejad che, però, tace. Proclami di difesa della Sakineh che stanno producendo una grande eco in Iran e che trovano, di contro, risposte scomposte, scorrette e minacciose di diversi giornali del regime iraniano, primo tra tutto dell’ultra-conservatore Kayhan. Sono convinto – nel mentre scrivo questo articolo e spero che la vita della donna iraniana possa essere salvata &#8211; nel dire che l’evoluzione verso una società civile passa ineluttabilmente attraverso l’emancipazione delle donne, dare ad esse quello che in questi secoli è stato negato. Quella di Sakineh – se la situazione si chiuderà positivamente come molti sperano &#8211; potrebbe essere una breccia verso qualcosa di diverso, di migliore, verso una società più civile e aperta. Pari diritti e pari doveri, ovunque e per chiunque. Le donne sono il punto nodale per questo cambiamento perché sono custodi della famiglia, perché sono in prima linea nell’educazione dei figli, nella costruzione del loro avvenire, quindi rappresentano il vero filo diretto tra il presente e il futuro.</p>
<p>Roberto De Ficis</p>
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		<title>Vasto Marina. Ancora appese le scarpe volanti</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 17:55:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A distanza di un paio di mesi almeno, restano ancora appese ai fili della linea elettrica diverse paia di scarpe, in viale Dalmazia all’altezza dell’Hotel Bristol e in via Corfù nella zona della pista di pattinaggio del lungomare Duca degli Abruzzi a Vasto Marina. La ‘tendenza’ è quella del cosiddetto ‘Shoefiti’ o ‘scarpe volanti‘, ovvero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/scarpe-volanti.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-10819" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/scarpe-volanti-300x400.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a>A distanza di un paio di mesi almeno, restano ancora appese ai fili della linea elettrica diverse paia di scarpe, in viale Dalmazia all’altezza dell’Hotel Bristol e in via Corfù nella zona della pista di pattinaggio del lungomare Duca degli Abruzzi a Vasto Marina. La ‘tendenza’ è quella del cosiddetto ‘Shoefiti’ o ‘scarpe volanti‘, ovvero la pratica di legare tra di loro i lacci di due scarpe e poi di scagliarle in aria nell’intento di farle restare appese ai fili in questione. Ci sono interpretazioni, le più disparate, per dare un ‘senso‘ a questo fenomeno. Alcune anche inquietanti, riconducibili allo spaccio di sostanze stupefacenti o alla presenza di bande giovanili. Secondo alcuni appendere le scarpe ai fili indica la realtà di luoghi dove è diffusa l’attività di spaccio o consumo di droghe, anche pesanti. Secondo altri, invece, si tratta di una pratica tipica delle bande giovanili per commemorare un loro membro vittima di un omicidio (non è certo il caso di Vasto Marina) o per delimitare i loro confini, o ad uso di segnale di posti dove è possibile compiere furti in diversi momenti della giornata, a seconda del tipo di calzature che vengono lanciate (scarpe da tennis soprattutto). Non mancano ‘etichettature’ più “leggere”: un imminente matrimonio o addirittura l’annuncio della prima esperienza sessuale. Infine, non è trascurabile la possibile incidenza della noia in questa attività, del ‘divertimento’ magari agevolato da qualche bicchiere di troppo o, perché no, anche della voglia di sbarazzarsi di qualche paia di scarpe ormai ‘logoro’ o ‘sorpassato’ dalla moda. Detto questo qualcuno si chiede: “Ma non sarebbe il caso di toglierle quelle scarpe? Ci vuole troppo ad un’autoscala del Comune compiere un intervento del genere?”</p>
<p>Mi.Ta.</p>
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		<title>Vasto. Il campo di calcio all&#8217;abbandono nel quartiere San Michele</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 17:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un campo di calcio realizzato, ma mai entrato ‘in funzione’ e i ragazzi del quartiere ancora costretti a giocare per strada. Il quartiere in questione è quello di San Michele, a Vasto, uno di quelli che negli ultimi anni ha conosciuto un’espansione edilizia e residenziale tra le maggiori e più significative. La crescita delle case, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/campo.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-10806" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/campo-400x299.jpg" alt="" width="400" height="299" /></a>Un campo di calcio realizzato, ma mai entrato ‘in funzione’ e i ragazzi del quartiere ancora costretti a giocare per strada. Il quartiere in questione è quello di San Michele, a Vasto, uno di quelli che negli ultimi anni ha conosciuto un’espansione edilizia e residenziale tra le maggiori e più significative. La crescita delle case, spesso spuntate letteralmente come ‘funghi’, non è stata però accompagnata, gradualmente, dall’insediamento di strutture e servizi utili ai numerosi ’nuovi residenti’. La fetta di territorio considerata è piuttosto estesa e arriva fin nella zona dell’ipermercato Pianeta ‘abbracciando‘ parte della circonvallazione Istoniense e la stessa via San Michele che taglia buona parte dell‘abitato meridionale. Il completamento di via Alborato, poco più a nord ovest, e la costruzione della nuova chiesa della comunità, quella di Santa Maria del Sabato Santo, danno conto di un’attività ancora in pieno corso sotto certi aspetti. Le esigenze, però, sono ancora tante. Specie per quanto riguarda spazi ed aree da mettere a disposizione dei tanti bimbi e ragazzi della zona. Il campo citato è stato costruito nell’ambito di quelle operazioni di cosiddetto ’scomputo degli oneri di urbanizzazione’ da parte di imprese costruttrici. Ed è passato non poco tempo dalla sua effettiva realizzazione. Resta, però, inutilizzabile, recintato e ormai circondato da erbacce ed incuria. E’ troppo chiedere un’accelerazione per l’effettiva disponibilità?</p>
<p>Michele Tana</p>
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		<title>Vasto. Coniugi indebitati tentano di vendere reni e ovuli</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 08:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Coppia del vastese mette un annuncio su Ebay: “Vendiamo ovuli e reni”. Sembra una notizia alquanto surreale, forse uno scherzo ma, purtroppo, così lontani dal 1° di aprile, di scherzo non si tratta. Protagonisti di questa storia due coniugi, entrambi di 35 anni che, con l’oscuro presagio di perdere il lavoro da lì a poco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/polizia-postale.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10745" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/polizia-postale.jpg" alt="" width="400" height="396" /></a>Coppia del vastese mette un annuncio su Ebay: “Vendiamo ovuli e reni”. Sembra una notizia alquanto surreale, forse uno scherzo ma, purtroppo, così lontani dal 1° di aprile, di scherzo non si tratta. Protagonisti di questa storia due coniugi, entrambi di 35 anni che, con l’oscuro presagio di perdere il lavoro da lì a poco e per far fronte ai tanti debiti contratti, avevano inserito su Ebay, il più importante sito di compravendita, un messaggio chiaro: “Vendo rene. All’acquirente vanno caricate tutte le spese di viaggio e soggiorno, anche per un familiare, info 393&#8230;solo sms. No perditempo”, e ancora, in questo caso, la moglie: «Vendo ovuli per fecondazione assistita. Disponibilità a viaggiare all’estero con spese a carico dell’acquirente, anche per un familiare. Info 393&#8230;solo sms. No perditempo”. Gli annunci hanno destato l’attenzione della Polizia postale che ha subito individuato la loro provenienza, un piccolo paese del Vastese. È seguita una visita degli agenti a casa dei coniugi e, durante la stessa, la donna ha ammesso tra le lacrime l’effettiva veridicità di quanto ipotizzato. La donna, inoltre, ha giustificato il tutto dicendo che sia lei che il marito avrebbero perso il lavoro e le possibilità di trovarne un altro erano quasi nulle, da qui l’intenzione di “fare cassa” vendendo la propria salute.</p>
<p>Roberto De Ficis</p>
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		<title>Vasto. Club “Lulù”: niente di fatto, scarcerati in tre</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 08:26:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Club Privè Lulù: niente di fatto. Tornano in libertà i tre accusati di sfruttamento della prostituzione. Nunzio Bomba, 33 anni di Castel Frentano, accusato nei primi giorni di agosto di essere il “gestore” del club privato in pieno centro a Vasto, così come i suoi due collaboratori, Giuseppe Filippetti, 55 anni, di Roma e Giancarlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/New_carabinieri1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3950" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/New_carabinieri1.jpg" alt="" width="360" height="300" /></a>Club Privè Lulù: niente di fatto. Tornano in libertà i tre accusati di sfruttamento della prostituzione. Nunzio Bomba, 33 anni di Castel Frentano, accusato nei primi giorni di agosto di essere il “gestore” del club privato in pieno centro a Vasto, così come i suoi due collaboratori, Giuseppe Filippetti, 55 anni, di Roma e Giancarlo Piva, 56 anni, di Cisterna di Latina. I tre erano stati rinchiusi in carcere dopo un intervento dei Carabinieri che, insospettati da un singolare andirivieni di persone presso l’abitazione, avevano effettuato un blitz nel circolo dove avrebbero appurato che il club privè, in realtà, nascondeva un luogo di prostituzione. L’avvocato Orlando e Antonio Ottaviano che difendono Nunzio Bomba sono certi dell’insussistenza degli indizi di colpevolezza. “In realtà nessuno dei tre ha mai procacciato niente”, precisa l’avvocato Orlando e rincarando la dose dice del suo assistito: “Bomba ha trascorso 26 giorni in carcere senza avere fatto nulla di illegale. Lui gestiva un circolo privato in cui erano i clienti ad organizzare serate e giochi a tema. Tutto naturalmente lecito”, anche se, ci verrebbe da dire che sul sito del club privè Lulù, ora oscurato, si leggeva chiaramente che era lo stesso circolo ad organizzare serate, di cui l’ultima poi annullata causa sequestro del circolo, aveva come titolo “Gang bang”.  Sulla carcerazione di Bomba, Filippetti e Piva dovrebbe pronunciarsi anche il Tribunale di Vasto. Ma dei nomi illustri dei frequentatori del club, le bocche restano cucite.</p>
<p>Roberto De Ficis</p>
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		<title>Vasto. Operazione dei carabinieri: allontanati cinque cittadini rumeni</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 16:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Operazione dei carabinieri porta all’allontanamento di cinque cittadini rumeni. L’intervento dei militari rientra in una più vasta attività di controllo del territorio, così come disposto dal Comando Provinciale di Chieti e intensificato dopo il verificarsi di recenti furti in abitazione. Gli agenti, impegnati in attività di controllo nel centro storico di Vasto e anche grazie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/carabinieri.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8994" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/carabinieri.jpg" alt="" width="305" height="292" /></a>Operazione dei carabinieri porta all’allontanamento di cinque cittadini rumeni. L’intervento dei militari rientra in una più vasta attività di controllo del territorio, così come disposto dal Comando Provinciale di Chieti e intensificato dopo il verificarsi di recenti furti in abitazione. Gli agenti, impegnati in attività di controllo nel centro storico di Vasto e anche grazie alla segnalazione di alcuni residenti insospettiti dall’insolito andirivieni di persone, hanno individuato e identificato i cinque cittadini rumeni. Per due di loro è stato disposto l’allontanamento dal territorio nazionale essendo già gravati da precedenti penali per reati contro il patrimonio. Per i restanti tre, essendo residenti in provincia di Foggia è stato chiesto al Questore di Chieti l’emissione del “Foglio di Via con divieto di ritorno nel Comune di Vasto”.</p>
<p>Roberto De Ficis</p>
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		<title>Vasto. Affito non pagato, &#8220;maniere forti&#8221; di due coniugi pugliesi</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 08:43:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dovranno rispondere di ingiurie e minacce i coniugi G. M. e C. D. di anni 36 e 34, originari del foggiano, che sono stati fermati dalla Polizia di Stato mentre tentavano di introdursi nella casa di un uomo di 35 anni e di sua moglie incinta, nella periferia di Vasto. La famiglia vittima dell’aggressione aveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/polizia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5707" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/polizia.jpg" alt="" width="310" height="250" /></a>Dovranno rispondere di ingiurie e minacce i coniugi G. M. e C. D. di anni 36 e 34, originari del foggiano, che sono stati fermati dalla Polizia di Stato mentre tentavano di introdursi nella casa di un uomo di 35 anni e di sua moglie incinta, nella periferia di Vasto. La famiglia vittima dell’aggressione aveva ricevuto un’intimidazione di sfratto per morosità ed era già in corso la pratica davanti al Tribunale di Vasto per la quale la coppia era attesa per la prima udienza. Ma i due coniugi, proprietari dell’appartamento in questione, non ne hanno voluto sapere di aspettare la sentenza e con un duplicato della chiave hanno cercato di accedere nell’abitazione, nonostante l’uomo respingesse l’apertura del portone. Presi dall’ira, G. M. e C. D. hanno cominciato ad inveire contro l&#8217;altra coppia, spingendoli all’interno, cercando di accedere così nell’appartamento. Inoltre, il reato di minaccia si evidenzia quando i due pugliesi, intimando di lasciare subito l’appartamento conteso, precisavano che, se così non fosse stato, avrebbero assoldato alcune loro “conoscenze” che sarebbero venute direttamente da Foggia per fargliela pagare. La Squadra Volante del Commissariato, allertata da un vicino di casa, è arrivata tempestivamente evitando così che la situazione degenerasse ulteriormente. L’uomo e sua moglie, occupanti della casa, intimoriti dalle parole dei due, hanno deciso di sporgere querela verso G. M. e C. D.</p>
<p>Roberto De Ficis</p>
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		<title>Vasto. Ambulanza non rispetta stop, tre i feriti</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 08:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[ambulanza]]></category>
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		<description><![CDATA[Un’autoambulanza non rispetta lo stop e causa un incidente: tre persone ferite. Succede anche questo sulle strade vastesi. Teatro del singolare caso è Vasto Marina dove spesse volte il traffico risulta congestionato. Secondo i rilievi delle forze dell’ordine, lo scontro è avvenuto ieri in via Doninzetti, all’incrocio con la Statale 16 Adriatica. Secondo la ricostruzione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/Vasto.-Furto-all’ospedale-San-Pio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2376" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/Vasto.-Furto-all’ospedale-San-Pio.jpg" alt="" width="400" height="194" /></a>Un’autoambulanza non rispetta lo stop e causa un incidente: tre persone ferite. Succede anche questo sulle strade vastesi. Teatro del singolare caso è Vasto Marina dove spesse volte il traffico risulta congestionato. Secondo i rilievi delle forze dell’ordine, lo scontro è avvenuto ieri in via Doninzetti, all’incrocio con la Statale 16 Adriatica. Secondo la ricostruzione, ancora in fase di accertamento, un’autoambulanza in servizio alla guardia medica estiva non avrebbe rispettato la segnaletica che intimava lo stop e sarebbe andata ad urtare due altri veicoli in sosta. Altri mezzi di soccorso sono prontamente intervenuti. I feriti sono stati traspostati e medicati presso l’ospedale San Pio di Vasto dove sono state riscontrate contusioni guaribili in pochi giorni.</p>
<p>Roberto De Ficis</p>
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