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	<title>Qui Quotidiano on line &#187; Attualità</title>
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	<description>Quotidiano d&#039;informazione abruzzese</description>
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		<title>Sakineh. Il silenzio di Obama</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 18:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/OBAMA-4X3.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-10940" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/OBAMA-4X3-400x296.jpg" alt="" width="400" height="296" /></a>Non si capisce bene perché il presidente Obama, sul caso Sakineh – la donna iraniana condannata alla lapidazione e per la quale l’esecuzione è stata sospesa (e non annullata) &#8211; resta zitto. Non si capisce bene perché, per questo problema, il paladino della difesa dei diritti umani e premio Nobel per la Pace, scopre di essere impegnato in cose più importanti. Almeno, così sembra. Molti si sono scagliati contro presidente americano, con accuse molto pesanti ma, forse, un motivo che spiega il suo silenzio, sotto sotto, c’è. Il grido: “Salviamo la vita a Sakineh”, ormai, è presente sui quotidiani di mezza Europa e sui blog si avvicendano iniziative e raccolte di firme per tentare di salvare la donna. In Francia, si sono schierati Le Monde e Le Nouvel Observateur, in Italia, Repubblica ha pubblicato una lettera scritta di intellettuali francesi, tra questi il sociologo Edgar Morin, gli storici Elisabeth Roudinesco e Max Gallo, lo scrittore Marek Halter, i filosofi Daniel Schiffer e Michel Serres, che chiedono al governo iraniano di Ahmadinejad di porre fine a questa triste e inumana pratica. Obama, di certo, leggerà i giornali, e sicuramente sta seguendo la vicenda da una posizione, forse, difficile da capire. Una posizione che trova collocazione, giusta o sbagliata che sia, nell’ombra. È come se fosse sicuro che un suo intervento nella questione possa fare più male che bene. Anche l’appello di Mohammed Mostafei – avvocato di Sakineh &#8211;  è caduto nel vuoto, rimbombando nella stanza ovale di Washington. Infatti, il caso Sakineh (ma teniamo a precisare che la lapidazione è presente da secoli ma solo in questi giorni si è presa – forse – coscienza di questa barbarie), si pone proprio in un momento in cui gli equilibri in Medio-Oriente sono molto fragili. S’intrecciano eventi importanti come il recente ritiro delle truppe yankee dall’Iraq, mossa che segna, sulla carta, la fine della missione da combattimento degli Stati Uniti nel Paese dell’ex-dittatore Saddam Hussein. Da non dimenticare anche che, solo una settimana fa, si sono inaugurati i negoziati israelo-palestinesi, la cui pace è una sfida nella quale Obama ci mette, oltre all’ottimismo, anche la faccia. E mettiamoci anche su che il regime iraniano esercita pressione sull’organizzazione fondamentalista Hamas a Gaza e sul movimento libanese degli Hezbollah. Ecco perché, per queste delicate questioni, per Obama è importante mantenere fermi gli equilibri che, in caso di affermazioni scomode al regime di Ahmadinejad, potrebbero facilmente incrinarsi e mandare in frantumi sforzi politici e diplomatici e, magari mettere in dubbio il merito del Premio Nobel per la Pace, come molti dicono, dato a Obama solo sulla fiducia. Non mi sento di condannare il silenzio del Presidente e la mia opinione si unisce a quelle di coloro che pensano che, a volte, il silenzio e il “mettersi da parte” possano sortire buoni risultati. E, poi, non esiste la sola America. L’Europa, con il suo bagaglio di storia, cultura e diplomazia, è capace di intraprendere, come già sta avvenendo, dialoghi costruttivi per indirizzarsi verso le decisioni giuste o, almeno, così speriamo.</p>
<p>Roberto De Ficis</p>
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		<title>Vasto. Un San Michele &#8220;alternativo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 17:58:24 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/San_Michele_DSC_71561.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10926" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/San_Michele_DSC_71561.jpg" alt="" width="398" height="339" /></a>Un San Michele ‘diverso’ nel suo aspetto di momento di festa popolare e di intrattenimento, al di là della valenza religiosa della ricorrenza del Santo Patrono della città. E’ quanto ‘ipotizzano’ i commercianti del centro storico che propongono di allungare il periodo di festività: non più i due giorni tradizionali del 29 e 30 settembre, ma sei di fila, aprendo il calendario sabato 25 settembre con l’organizzazione di una ’mini’ Notte Bianca, sulla scorta del grande successo riscosso dall’allestimento di quella estiva a luglio. Ieri mattina Marco Corvino, presidente del Consorzio ‘Vasto in Centro’, sodalizio che raggruppa buona parte degli esercenti del cuore della città, ha protocollato in municipio la richiesta indirizzata all&#8217;amministrazione comunale. “Al Comune &#8211; spiega Corvino &#8211;  chiediamo di chiudere al traffico sabato 25 settembre corso Garibaldi e piazza Marconi a partire dalle 17, creando una grande isola pedonale nel cuore della città per dare il via a spettacoli e momenti di intrattenimento dalle 18 e fino alle 2. Ci impegniamo ad organizzare eventi di musica, show di artisti di strada ed iniziative per i bambini&#8221;. Altri spettacoli nei giorni successivi, fino alla conclusione del 30, magari con il coinvolgimento delle band vastesi come proposto, tra gli altri, da Antonino Spinnato dei Verdi e dall’ex assessore Francescopaolo D‘Adamo, con il primo promotore di ‘Nessuno fermi la musica. Un concerto per Vasto‘, idea lanciata all‘indomani dell‘annunciata scelta del sindaco di non autorizzare più l‘organizzazione di eventi ‘live‘ all‘esterno dei locali pubblici. E tra gli ospiti, hanno già sottolineato Spinnato e D’Adamo, ci sarebbe anche il noto cantautore e percussionista napoletano Tony Esposito. La ‘palla’ passa ora alla Giunta Lapenna.</p>
<p>Michele Tana</p>
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		<title>Vasto. Il Progetto Giovani presenta il &#8220;Corso di giornalismo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 17:32:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Le moderne tecnologie oggi offrono molteplici possibilità di espressione, quindi si è pensato a questo corso per offrire ai ragazzi gli strumenti per una corretto utilizzo dei linguaggi e dei mezzi di comunicazione&#8221;. Così l&#8217;assessore Marco Marra introduce la nuova proposta del Progetto Giovani del Comune di Vasto. Trattasi di un corso gratuito di giornalismo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/New_rassegna_stampa_giornali.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5548" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/New_rassegna_stampa_giornali.jpg" alt="" width="400" height="235" /></a>&#8220;Le moderne tecnologie oggi offrono molteplici possibilità di espressione, quindi si è pensato a questo corso per offrire ai ragazzi gli strumenti per una corretto utilizzo dei linguaggi e dei mezzi di comunicazione&#8221;. Così l&#8217;assessore Marco Marra introduce la nuova proposta del Progetto Giovani del Comune di Vasto. Trattasi di un corso gratuito di giornalismo, a cura dell&#8217;associazione culturale Sideshow e dell&#8217;assessorato alle Politiche giovanili. Il corso ha come destinatari ragazzi e ragazze fra i 15 e i 30 anni. Secondo Marco Marra:&#8221;L’intento è sia quello di avvicinare i giovani all’affascinante mondo del giornalismo, sia quello di dotarli di uno strumento che permetta ai giovani vastesi di esprimere le proprie idee, i propri interessi e i propri dissensi&#8221;. Le lezioni saranno ospitate presso il Centro di Aggregazione Giovanile, in Via Ritucci Chinni. Il progetto del corso si dividerà in una parte teorica, nella quale si approfondiranno gergo e tecniche proprie del giornalismo, e una parte pratica, che si concretizzerà nella produzione del Giornalino del Progetto Giovani. Per informazioni più dettagliate sul corso e sulle modalità di iscrizione, è possibile contattare InformaGiovani o in alternativa Giuseppe Ritucci, responsabile del corso. L&#8217;indirizzo e-mail a cui rivolgersi è giusepperitucci@yahoo.it, il numero di cellulare è 347-6615817.  La data ultima per le iscrizioni è il 30 settembre. La prima lezione del corso è schedulata per mercoledì 6 ottobre, ore 17.00.</p>
<p>Francesco Paolo Manna</p>
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		<title>Attualità. Il mondo ai tempi di Facebook… dov’è l’inganno?</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 16:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vecchio slogan “Che mondo sarebbe senza Nutella” andrebbe oggi aggiornato: “Che mondo sarebbe senza Facebook?”. Se pensiamo che nell’era del consumismo anche la rete sia diventata un bene da consumare per gli utenti ed un business per i produttori, si comincia a inquadrare la situazione. Molti articoli, tra cronaca e psicologia, denunciano il fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/intaddict1.jpg"><img src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/intaddict1-400x265.jpg" alt="" width="400" height="265" class="alignleft size-large wp-image-10908" /></a> Il vecchio slogan “Che mondo sarebbe senza Nutella” andrebbe oggi aggiornato: “Che mondo sarebbe senza Facebook?”. Se pensiamo che nell’era del consumismo anche la rete sia diventata un bene da consumare per gli utenti ed un business per i produttori, si comincia a inquadrare la situazione.<br />
Molti articoli, tra cronaca e psicologia, denunciano il fatto che i social network comportano per molte persone il dispendio di gran parte del tempo della giornata a discapito di impegni ben più urgenti. Il vivere la rete può diventare un’ ossessione sino a sfociare in patologie riconosciute dalla psicologia ufficiale.<br />
Facebook, come ogni social network, causa lo svuotamento delle relazioni interpersonali portandole ad una sempre maggiore “ virtualizzazione”.  Non si può negare che ci sia una differenza concreta nel parlare con una persona dal vivo, dandole tutta l’attenzione e rivolgendole tutti i canali comunicativi anziché conoscere in modo facile e superficiale una quantità immane di persone sul web.  Molti avranno visto il film Avatar, proprio questo è il senso della rete, avere un personaggio tramite cui si parla e avere uno schermo davanti agli occhi che renda più sicuri, più protetti e faciliti la conoscenza di altre persone, se così possiamo chiamarla. Che ci si stia abituando a una non relazione diretta con gli altri e che per lo più il conoscere e comunicare stia diventando un passatempo per non annoiarsi? Ognuno usa la rete ed i social network come ritiene più opportuno ma spesso non ci si rende conto delle reali motivazioni che ne portano all’ uso, e delle loro conseguenze inevitabili. Come mai una persona che lavora, che ha figli, una famiglia, una casa a cui badare riesce a trascorrere molte ore al giorno su Facebook? Oggi si ha bisogno di “un aiutino” per conoscere persone, vista la mancanza di tempo, o è divenuta una moda tanto per? Viene da chiedersi allora come si faceva un tempo a conoscere persone senza internet.  Leggiamo spesso di articoli riguardanti le “chat” virtuali e delle conseguenze che in alcuni casi portano; quali licenziamenti, cali di produttività del personale o tradimenti coniugali. Si è consapevoli di quale gioco si sta giocando? Questo sistema relazionale sta portando a diventare più superficiali, consumisti anche nelle relazioni: si passa più tempo a parlare e giocare su internet che a leggere un libro o a parlare con un amico. Visto che il mezzo è parte integrante del comunicare e che, non poche volte, il mezzo condiziona la relazione a cosa porterà questo modo di comunicare facile, semplice ed economico?  E poi, per dirsi cosa? Quali sono i reali bisogni in gioco? Perché si ha la necessita di stare in rete? È vero che abbiamo possibilità di comunicare con chiunque al mondo in qualsiasi momento, ma, come disse Corrado Guzzanti interpretando “Quelo” : “Oggi la tecnologia mi permette di comunicare persino con un aborigeno!!! Ma la domanda è, Aborigeno, io e te, che cavolo (il termine originale era più esplicito) ci dobbiamo dire??”. Oggi non si comunica più ma si chiacchiera per passare il tempo, perlopiù su argomenti sterili e ben lontani da un interessante scambio culturale utile a crescere e migliorarsi. Non si sta cercando di demonizzare il mezzo, poiché non è il mezzo che fa la comunicazione delle persone, ne è responsabile di nulla. Un coltello lo può impugnare un macellaio o un assassino, dipende dallo scopo che ognuno di noi ha.</p>
<p><strong>Alessandro Pollutri </strong></p>
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		<title>Vasto. Vigili urbani ingrippati. E adesso?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 18:14:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quel cognome non poteva portar bene e l’abbiamo scritto subito dopo averlo saputo. Un Grippo, che si portava come referenze da Pescara storie di conflittualità con i vigili pescaresi e un legame strettissimo con l’ex sindaco Luciano D’Alfonzo, costretto a dimettersi perché raggiunto da ipotesi di reato, non poteva che ingrippare anche il nostro Corpo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/vigile.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10879" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/vigile.jpg" alt="" width="207" height="215" /></a>Quel cognome non poteva portar bene e l’abbiamo scritto subito dopo averlo saputo. Un Grippo, che si portava come referenze da Pescara storie di conflittualità con i vigili pescaresi e un legame strettissimo con l’ex sindaco Luciano D’Alfonzo, costretto a dimettersi perché raggiunto da ipotesi di reato, non poteva che ingrippare anche il nostro Corpo dei Vigili Urbani. E così è stato. Assunto senza concorso per volontà di Lapenna, se n’è andato dopo soltanto pochi mesi il 30 agosto scorso senza lasciare rimpianti, nemmeno in chi l’aveva voluto, fortissimamente voluto a Vasto.  Se n’è andato, stando a quanto s’è saputo, a Rimini, partendo alla chetichella, senza salutare nessuno e senza  ricevere saluti, neanche di prammatica, e lasciando un bilancio non propriamente esaltante del suo passaggio. Piuttosto che il salto di qualità promesso al momento dell’insediamento, nel quale con molto poco garbo s’era spinto a criticare le precedenti gestioni, lascia un Corpo in balia di se stesso, conflittuale al suo interno, sindacalizzato oltre ogni ragionevole misura, incontrollabile sotto il profilo della disciplina, tanto invisibile che non basterebbe una seduta spiritica per vederne almeno l’ectoplasma. Se non ci fossero state le  migliaia di multe elevate per contravvenzione ai divieti di sosta ( sembra che soltanto questo tipo di infrazioni si conoscano e si perseguano a Vasto) si sarebbe potuto dubitare persino dell’esistenza del Corpo in questi mesi e soprattutto durante l’estate. Partito Grippo, il Corpo si sgripperà però? Nutriamo qualche dubbio, a giudicare dalle polemiche che sono già scoppiate all’interno del drappello di vigili e tra quest’ultimo e l’amministrazione che, rimasta col sedere per terra, non sa, come al solito che pesci pigliare. Restiamo a vedere, ma siamo convinti che il futuro non ci serberà a breve nessuna sorpresa, perché, a quanto sembra, sia Lapenna che Forte e Sputore  stanno pensando a tutto tranne che a bandire un concorso pubblico nazionale, che possa dare un minimo di garanzia di avere a Vasto un comandante vero, capace e con gli attributi.</p>
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		<title>Attualità. Il vescovo Bruno Forte all’AssoVasto: “Fate sentire la vostra voce!”</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 18:10:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Monsignor Bruno Forte visita l’AssoVasto. Ad accoglierlo, venerdì scorso nella sede di corso Mazzini, c’erano Gabriele Tumini e Antonio Cocozzella, rispettivamente Presidente e Direttore dell’AssoVasto, oltre a una folta rappresentanza dell’imprenditoria del Vastese. Antonio Cocozzella ha sottolineato come l’AssoVasto – che attualmente conta circa 130 aziende &#8211; sia diventata il punto di riferimento e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/brunoforte56.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-10875" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/brunoforte56-400x392.jpg" alt="" width="400" height="392" /></a>Monsignor Bruno Forte visita l’AssoVasto. Ad accoglierlo, venerdì scorso nella sede di corso Mazzini, c’erano Gabriele Tumini e Antonio Cocozzella, rispettivamente Presidente e Direttore dell’AssoVasto, oltre a una folta rappresentanza dell’imprenditoria del Vastese. Antonio Cocozzella ha sottolineato come  l’AssoVasto – che attualmente conta circa 130 aziende &#8211; sia diventata il punto di riferimento e di interfacciamento con le istituzioni, con un ruolo complementare a Confindustria. Paolo Primavera, Presidente Confindustria di Chieti, ha evidenziato come sia necessario, in questo momento, tirare fuori le unghie e non mollare, andare avanti con lo spirito e la tenacia che contraddistingue gli imprenditori. “È necessario convergere in una strategia con obiettivi comuni per superare il momento di difficoltà. Continuare verso lo sviluppo economico e il sostegno ambientale e sociale”. Una sinergia, dunque, tra persone e territorio, quella auspicata. Le persone, quindi, anello importante per uscire dalla crisi. Dello stesso avviso anche l’intervento di Gabriele Tumini, che fa una riflessione più dettata dal cuore, dall’aspetto più umano dell’imprenditoria, con la speranza di non mollare in questo momento difficile e dice: “È dura essere costretti a licenziare i nostri collaboratori”. Silvio Di Lorenzo, Presidente della Camera di Commercio di Chieti, dice: “La crisi ha raggiunto il minimo. Ma ci vogliono ancora 4-5 mesi per ripartire. Ma la crisi” – aggiunge Di Lorenzo – “è anche un’opportunità per capire meglio dove si è sbagliato, riassestarsi e riorganizzarsi”. Tutti interventi che hanno permesso a Padre Bruno di “mirare” il suo intervento. S. E. Bruno Forte esordisce: “Quale personaggio della storia sarebbe più adatto per portarci fuori dalla crisi?” – e poi risponde – “San Francesco, per la sua sobrietà e verità” che auspica nel mondo dell’imprenditoria. Giusta intuizione dell’AssoVasto la compartecipazione di imprese locali nel ciclo produttivo e ricorda l’importanza che sta avendo il concetto di “Glocal”, l’unione tra gli aspetti positivi della globalizzazione (Global) e quelli della valorizzazione del territorio (Local) e indica come vitale la presenza dell’etica nell’economia. “Non c’è economia senza etica” – dice – “Etica nei comportamenti che devono tutelare il lavoro e la sicurezza. È necessario che gli imprenditori stimolino la politica e facciano sentire la propria voce”. Conclude citando l’Enciclica “Caritas in Veritate” e il principio di gratuità, in base al quale, se si insegue il profitto senza interventi a sostegno dei più deboli, la ricaduta negativa sarà per tutta la comunità. Punto focale per la ripresa è la “Questione Ambiente”. Obiettivo principale e insostituibile: custodire il Creato.</p>
<p>Roberto De Ficis</p>
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		<title>Attualità. Sakineh: appello ai presidenti delle province: attiviamoci!</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 17:31:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[regione abruzzo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, ha lanciato un appello ai presidenti delle altre Province d’Abruzzo affinché venga promossa una mobilitazione per salvare Sakineh, la donna iraniana che rischia di morire perché condannata alla lapidazione. Con una lettera inviata ai colleghi Di Giuseppantonio, Catarra e Del Corvo, Testa ha detto che “non si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/Sakineh.png"><img class="alignleft size-large wp-image-10831" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/Sakineh-400x350.png" alt="" width="400" height="350" /></a>Il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, ha lanciato un appello ai presidenti delle altre Province d’Abruzzo affinché venga promossa una mobilitazione per salvare Sakineh, la donna iraniana che rischia di morire perché condannata alla lapidazione. Con una lettera inviata ai colleghi Di Giuseppantonio, Catarra e Del Corvo, Testa ha detto che “non si può restare a guardare e si deve intervenire energicamente per far sentire la voce delle quattro Province e quindi dell’Abruzzo intero”. Testa chiede agli altri presidenti di sollecitare l’Unione delle Province italiane affinché si attivi immediatamente in favore di Sakineh.</p>
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		<title>San Salvo. La nascita del “Polo del freddo”</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 17:01:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Previsto un importante ampliamento al centro smistamento merci Conad di Piana Sant’Angelo a  San Salvo. Lo sportello unico per le attività produttive, infatti, ha rilasciato tutte le autorizzazioni necessarie per l’ampliamento dei capannoni. La nuova struttura in progetto prevede un impianto di 20 mila metri quadri coperti in cui saranno sistemati i prodotti alimentari divisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/Conad-San-Salvo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10867" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/Conad-San-Salvo.jpg" alt="" width="380" height="254" /></a>Previsto un importante ampliamento al centro smistamento merci Conad di Piana Sant’Angelo a  San Salvo. Lo sportello unico per le attività produttive, infatti, ha rilasciato tutte le autorizzazioni necessarie per l’ampliamento dei capannoni. La nuova struttura in progetto prevede un impianto di 20 mila metri quadri coperti in cui saranno sistemati i prodotti alimentari divisi in due distinti compartimenti: zona surgelati e carni e quella per salumi, latticini e ortofrutta. La nuova struttura andrà ad affiancare quella già esistente, che si sviluppa su una superficie di 90 mila metri quadri. Ci sarà un occhio di riguardo anche per l’aspetto ambientale; infatti, i nuovi capannoni ospiteranno anche un impianto fotovoltaico capace di produrre più di un megawatt di energia. Nasce a San Salvo, quindi, quello che può essere chiamato, senza ombra di dubbio, il “Polo del freddo”, con la rassicurazione da parte della sede centrale del gruppo Conad di concentrare a San Salvo la propria organizzazione distributiva che andrà a soddisfare le richieste di un ampio territorio come quello compreso tra le regioni Marche, Abruzzo, Molise e Puglia. La nascita del “Polo del freddo” avrà di certo ricadute occupazionali nella zona e i nuovi occupati andranno a sommarsi alle già trecento unità che già operano nella movimentazione delle merci del centro smistamento.<br />
Questa scelta rientra in una ben pianificata ottica di crescita aziendale che vede nel territorio sansalvese un partner importante per Conad.</p>
<p>rdf</p>
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		<title>Attualità. Il Vastese colpito ai fianchi dalla crisi</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 16:56:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella lotta contro la crisi si difende bene la Pilkington, desta preoccupazioni lo stato di equilibrio della Denso e la situazione è critica per le piccole imprese del Vastese. Per molte di queste l’unico destino è il fallimento e la caduta al tappeto sotto i colpi ai fianchi della crisi. Tutte le fabbriche hanno ripreso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/New_Denso.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4217" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/New_Denso.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a>Nella lotta contro la crisi si difende bene la Pilkington, desta preoccupazioni lo stato di equilibrio della Denso e la situazione è critica per le piccole imprese del Vastese. Per molte di queste l’unico destino è il fallimento e la caduta al tappeto sotto i colpi ai fianchi della crisi. Tutte le fabbriche hanno ripreso il lavoro a pieno ritmo e tutti i cancelli sono stati riaperti dopo la pausa estiva. La crisi, secondo gli addetti ai lavori, ha passato il suo momento critico, ma la situazione non pare stabilizzarsi e, ad ogni segnale di ripresa, ne segue un altro che la mette in serio dubbio. Situazione instabile, dunque, che crea non poche preoccupazioni ai tanti lavoratori e alle loro famiglie. Si sa bene che, nell’area industriale che comprende la zona di Val di Sangro, il Vastese e San Salvo, è il comparto automobilistico che “tira” e un reale abbassamento delle vendite delle auto provoca inevitabilmente l’entrata in situazioni tali in cui le aziende devono prendere provvedimenti, a volte, anche drastici. È il caso che spinge la Denso, il colosso giapponese degli alternatori, a programmare tre nuove giornate di cassa integrazione a causa del calo degli ordinativi; stop previsto, quindi, per il 10, 17 e 24 settembre. “Ma è un calo fisiologico” &#8211; sottolinea Primiano Biscotti, rappresentante della Cisl – “Accade ogni anno. Il mercato dell’auto registra sempre, nell’ultimo trimestre, una contrazione nelle vendite. Chi deve acquistare un’autovettura, preferisce immatricolarla ad anno nuovo”. L’ammortizzatore sociale previsto dalla Denso dovrebbe interessare circa 1000 dipendenti, ma la conferma alla notizia ci sarà solo in settimana, quando sindacati e azienda s’incontreranno per decidere anche il numero esatto di dipendenti coinvolti, oltre la necessità o meno della cassa integrazione. Alla Pilkington, invece, non c’è, attualmente, nessuna contrazione di ordinativi e i livelli produttivi restano inalterati. Inoltre, da un paio di settimane, sono iniziati i lavori di installazione di un nuovo impianto. A fine agosto l’industria ha assunto anche un centinaio di interinali. Almeno fino a fine anno, di conseguenza, di lavoro ce n’è e, per il momento, non si parla di cassa integrazione. Ma se le grandi imprese “ammortizzano” bene i colpi ai fianchi assestati dalla crisi, le piccole imprese accusano distintamente e in toto le stangate. Infatti, nel panorama occupazionale del territorio, ciò che preoccupa di più è proprio la condizione delle piccole realtà imprenditoriali. Anche il settore turismo accusa un calo del fatturato che si assesta tra il 15% e il 20%, oltre ad una sensibile diminuzione delle presenze. Di fatto, nei primi otto mesi dell’anno, il Tribunale di Vasto ha dichiarato il fallimento di 8 aziende medio-piccole ma, ciò che impensierisce maggiormente, è la presenza davanti ai giudici di ben 168 procedure di fallimento, soprattutto nel comparto manifatturiero e commerciale. Tante e diverse le misure di contrasto ipotizzate, prima tra tutte l’attivazione, da parte dei Comuni, di fondi straordinari, per sostenere i lavoratori che rimangono senza lavoro e, al contempo, l’attivazione di una sempre più accorta politica industriale che riporti “energia”, soprattutto sottoforma di investimenti, in Abruzzo e, in special modo, nel Vastese.</p>
<p>Roberto De Ficis</p>
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		<title>Vasto. 25° Anniversario di sacerdozio di Padre Vincenzo D&#8217;Adamo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 16:52:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Padre Vincenzo D’Adamo ha raggiunto il traguardo dei 25 anni di sacerdozio. Domenica 5 settembre è stata celebrata una S. Messa di ringraziamento presso la  Parrocchia di San Pietro a Vasto. Il gesuita attualmente è il responsabile della  Cappella Universitaria  presso la Sapienza di Roma.  A padre Vincenzo abbiamo chiesto di parlarci della scelta iniziale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/Vincen1.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-10861" src="http://www.quiquotidiano.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/Vincen1-400x400.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a>Padre Vincenzo D’Adamo ha raggiunto il traguardo dei 25 anni di sacerdozio. Domenica 5 settembre è stata celebrata una S. Messa di ringraziamento presso la  Parrocchia di San Pietro a Vasto. Il gesuita attualmente è il responsabile<em> </em>della  Cappella Universitaria  presso la Sapienza di Roma.  A padre Vincenzo abbiamo chiesto di parlarci della scelta iniziale e dei “primi” 25 anni di sacerdozio: “Voglio iniziare con una citazione: San Pietro dice “<em>Anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo.  (1 Pietro, 2,5)”.</em>Ricordando le parole di San Pietro, credo non sia retorico sottolineare come il sacerdozio – così come l’incontro con Gesù e il Vangelo, con la fede e la comunione ecclesiale che ne scaturiscono – sia un dono, una “grazia” nella vita concreta personale, un puro atto di amore gratuito di Dio”. “Per me la vita sacerdotale – continua il gesuita &#8211; è motivata dall’intimo desiderio di identificarmi col Signore. Essere sacerdote: non semplicemente per stare con Lui come discepolo; non solo per vivere come Lui seguendo l’insegnamento del Vangelo e la dottrina della Chiesa che ne incarna il senso nella storia; ma per essere in Lui e con Lui identificato. La vita del Signore, infatti, è la bellezza, la bontà, è la verità più piena che io conosca. Ad essa mi sforzo di aderire: ma in verità, più che il mio impegno, è la forza di attrazione che promana dalla Sua vita che mi attrae e mi riconduce a Lui e alle cose Sue sante”. ”La forma concreta della mia vita sacerdotale – spiega Padre Vincenzo &#8211; si è chiarita progressivamente. L’ho riconosciuta e verificata nel tempo, nella spiritualità e nelle modalità religiose della Compagnia di Gesù. L’ incontro con i Gesuiti è avvenuto nei miei vent’anni, mentre mi formavo a Bologna, tra studio magistrale, lavoro, impegno sociale, amicizie. Nella vita apostolica della Compagnia – incarnata nella Chiesa e nel mondo di oggi &#8211; sperimento la gioia e l’impegno del ministero sacerdotale, che si è consolidato non solo grazie all’incontro con tante persone e comunità con le quali ho condiviso il cammino, ma anche grazie ad una lunga formazione”. Padre  Vincenzo D’Adamo ha iniziato la formazione con due anni di noviziato a Frascati (1976-1978), è proseguita con:   due anni di studi filosofici a Napoli (1978-1980) nella Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale;  due anni di insegnamento e di formazione in pedagogia e psicologia a Palermo (1980-1982);  tre anni di studi teologici, di nuovo a Napoli (1982-1985). Al termine di questi è stato ordinato Diacono e poi Sacerdote, nella Chiesa del Gesù Nuovo, dov’è venerato Giuseppe Moscati. Quindi è stato trasferito a Roma per due anni di studi specialistici in Teologia Morale presso la Pontificia Università Gregoriana (1985-1987). Successivamente sono stato inviato in Belgio per collaborare all’apostolato europeo dei Gesuiti. Ma la formazione è proseguita ancora con   un anno di spiritualità a Salamanca in Spagna,  un master in bioetica -prevenzione dei comportamenti a rischio dei giovani- presso l’Università Cattolica di Lovanio. In Belgio  sono rimasto fino al 1998, operando nel Foyer Cattolico Europeo di Bruxelles, nella formazione religiosa e nella prevenzione dei comportamenti a rischio degli adolescenti nelle Scuole Europee della stessa città. Ho anche partecipato a varie iniziative interreligiose ed interculturali, e fondato e diretto una “casa per giovani”. Sono stati anni straordinari, nei quali la crescita personale, l’attività apostolica, l’insegnamento, l’esperienza internazionale, sono divenuti un tutt’uno col sacerdozio. Mi riconosco perciò in quanto ha detto Benedetto XVI, nell’ Omelia per la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, l’ 11 giugno scorso: <em>Il sacerdozio è quindi non semplicemente «ufficio», ma sacramento: Dio si serve di un povero uomo al fine di essere, attraverso lui, presente per gli uomini e di agire in loro favore”.</em> Successivamente la Compagnia ha richiamato Padre Vincenzo in Italia per dirigere il Centro Giovanile Antonianum di Padova, e poi, da sette anni, gli ha affidato la conduzione della Cappella della Sapienza Università di Roma, in collaborazione col Vicariato di Roma. “Qui – ha concluso padre Vincenzo &#8211;  vivo il mio sacerdozio immerso nell’esperienza universitaria, tra formazione, studio, accompagnamento personale, iniziative culturali, preghiera, ricerca di fede, Eucarestia, vita ecclesiale aperta all’universalità. Il sacerdozio è  diventato per me la via maestra per entrare sempre più in profondità nella comprensione della nostra esistenza umana e del mistero di Dio. E’ un privilegio che sperimento ogni volta che una coscienza si confida, che un’anima si confessa, che una benedizione si eleva, che si fa Comunione gioiosa e commossa con la vita del Signore”.</p>
<p>“  Alla città di Vasto – dice padre Vincenzo &#8211; devo la mia sensibilità personale, culturale e sociale, e l’anima religiosa che mi accompagna; ai Salesiani devo la mia maturazione giovanile, affettiva, comunitaria e di fede; alla Parrocchia di San Pietro la mia formazione sacramentale ed ecclesiale, la mia iniziazione cristiana (penso con gratitudine al parroco don Stellerino e alla cara Livia, la “mia catechista”). Alla Parrocchia devo anche le mie prime esperienze relazionali;  alla mia famiglia, dalla cui linfa semplice, solida, onesta, laboriosa, aperta, ho tratto e traggo non solo la vita ma anche l’essenziale che mi costituisce: la mia struttura umana e spirituale, la mia fede e l’amore per il Signore, la mia libertà e la mia creatività sono resi tali grazie alla disponibilità continua dei miei familiari. Ad essi quindi devo i primi fondamenti umani e religiosi del mio sacerdozio, il primo desiderio di “identificarmi” col Signore. nda</p>
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