Islam religione di pace

SUNNITI  E SCIITIUna sorta di settimana del terrore quella che si è appena conclusa e forse non è ancora finita: da tutte le parti del mondo giungono notizie che la violenza caratterizza una delle festività più note della religione islamica, la festa dell’Ashura. Questa è una festa sciita e celebra il martirio dell’Imam Hussein, nipote di Maometto ucciso presso Karbala con 72 compagni dal califfo omayyade Yazid nel VII secolo dopo Cristo. A Copenaghen una folla di musulmani ha accerchiato ed attaccato alcune auto della polizia che era sopraggiunta per arrestare un musulmano che aveva sparato diversi colpi d’arma da fuoco durante la celebrazione della festa. In Bangladesh, la capoitale Dacca è stata investita da almeno tre attentati dinamitardi che hanno causato un morto, un ragazzo di 14 anni, e almeno un centinaio di feriti. Dato che ce li troviamo in casa in numero consistente e dato che abbiamo già troppi problemi di nostro tra camorra, mafia, ’ndrangheta e gentaglia varia, non sembra essere cosa buona e giusta l’eventualità di altre guerre settarie.

Chi sono e perché si ammazzano tra loro? I musulmani si dividono in due principali rami: sunniti e sciiti. I sunniti costituiscono tra l’87 e il 90 per cento della popolazione complessiva di musulmani nel mondo. Gli sciiti costituiscono il restante della popolazione musulmana: tra il 10 e il 13 per cento. I membri delle due scuole di pensiero hanno coesistito per centinaia di anni condividendo i princìpi fondamentali dell’Islam, spesso chiamati “i cinque pilastri”: Shahadatein, Salah, Zakah, Siam, Hajj: non condividono dunque altro e questo “altro” riguarda i rituali, la legge, la teologia e il modo di organizzare la società. Il termine sunnita deriva dall’arabo Ahl al-Sunnah che significa “il popolo delle tradizioni [di Maometto]”. I sunniti ritengono di essere la scuola di pensiero più ortodossa e tradizionalista dell’Islam. Il termine sciita deriva dall’arabo Shi’atu Ali, ovvero “sostenitori [politici] di Ali”, genero di Maometto.

Subito dopo la morte del profeta Maometto nel 632, i musulmani si divisero in due rami: il primo, i futuri sunniti, sosteneva che il nuovo leader della comunità musulmana, ovvero il legittimo califfo, fosse Abu Bakr, compagno di Maometto e importante studioso islamico. Il secondo ramo, i futuri sciiti, sosteneva che diventare califfo fosse invece un diritto riservato ai discendenti di Maometto e che quindi spettasse a Ali ibn Abi Talib, il genero del profeta, dal momento che Maometto non aveva figli maschi. Molte scuole di pensiero sunnite ritengono che gli sciiti siano i peggiori nemici dell’Islam. A differenza degli ebrei e dei cristiani che sono considerati più semplicemente miscredenti, gli sciiti sono spesso visti come eretici e vengono accusati di venerare il loro Imam Ali e i suoi discendenti.

Elio Bitritto

26 ottobre 2015

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