Non si dice, così stanno tranquilli

MINCULPOPCosa significa questo titolo che in un giornale non è neanche  pensabile: l’informazione deve essere completa, piaccia o non piaccia; altrimenti ci ritroviamo al MinCulPop, quello delle veline, quello per cui si attua una censura preventiva, tipica dei regimi. In pratica, vista l’ondata di indignazione che sta convincendo gli italiani della pochezza politica ed organizzativa di Renzi ed Alfano in merito al problema dei migranti a vario titolo, si “suggerisce” alle questure di minimizzare i casi in cui sono coinvolti i suddetti migranti in casi di delinquenza o di contestazioni per cibi, alloggi, libertà di movimento. Certo lo fanno perché hanno a cuore la nostra salute, sia mentale che fisica: vuoi mettere l’ansia di sapere che giusto dietro l’angolo, in quell’altro condominio, uno “straniero” ha rubato, ha stuprato, ha insultato, ha picchiato, addirittura ha ucciso! In realtà c’è un altro motivo: supponiamo, solo per esempio, che un libico si renda responsabile di un furto e venga preso e processato: in Libia, il Paese da cui è fuggito, sanno dunque dove si è rifugiato e i suoi “nemici” potrebbero venire a riprenderselo o a ucciderlo: o addirittura rifarsi con i componenti della sua famiglia! Doppia tutela, dunque, per gli italiani perché non stiano in ansia ed per gli stranieri perché non debbano essere perseguitati. Come è umano questo governo:  nessuno lo avrebbe mai immaginato!

Ma perché questo deve valere solo per gli stranieri? Addirittura c’è un passaggio di veline per sputtanare questo o quello, dalle procure ai giornalisti (quelli buoni e selezionati), si documenta la sua vita in maniera certosina, si fa il processo sui giornali e sulle varie TV con tanto di giudici, avvocati, esperti, anatomo-patologi, testimoni e, soprattutto, intercettazioni e poi si pensa a tutelare gli immigrati che commettono reati per tutelare lo stato d’ansia degli italiani! ma si può continuare a credere ad un governo così? Da “Il Giornale” veniamo a sapere che un questore, intervistato in proposito avrebbe detto “Si, è vero quando non siamo di fronte a un richiedente asilo, la notizia viene divulgata, spesso subito dopo la convalida dell’arresto, con tanto di iniziali ed età”. Un sindacalista precisa, sempre da “Il Giornale,” che “Non esiste una circolare interna in cui viene richiesto di non rendere note le indagini se l’arrestato è un richiedente asilo ma ci viene caldamente suggerito, per non aumentare la tensione e allarmare maggiormente l’opinione pubblica, già esasperata dai disagi e dalla diffidenza dei profughi che hanno invaso le nostre città”.

Elio Bitritto

26 ottobre 2015

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