L’associazione nazionale magistrati a convegno

chi sbaglia pagaScoppia la  polemica tra il governo e l’ANM a dimostrazione della obiettività dei magistrati che non è vero che ce l’avevano solo con Berlusconi o la destra  in generale! Tutt’altro l’avversario da battere e da abbattere perché mina l’indipendenza della magistratura è il governo, qualunque esso sia. Sono in ballo due la credibilità e l’indipendenza della magistratura.  Cosa dicono dunque i magistrati? In effetti il succo della polemica che appare peraltro soprattutto un attacco, èn raccolto in due frasi, rispettivamente del presidente e del segretario dell’ANM, Rodolfo Sabelli e Maurizio Carbone.

Dice il primo in relazione alla questione delle intercettazioni sull’attenzione “anche mediatica ma soprattutto politica sulla pubblicazione delle intercettazioni piuttosto che sul problema investigativo”. Mi pare che si ciurli nel manico perché rimproverare l’aspetto mediatico, in pratica la pubblicazione delle intercettazioni (che magari potrebbero compromettere le indagini) quando le intercettazioni vengono fornite ai giornalisti dalle procure è per lo meno ridicolo; mi dà l’idea di quella fidanzatina che dice al alta voce  “Mamma, Ciccio mi tocca” e sottovoce “Toccami Ciccio”!.

Quanto al secondo, un po’ più prolisso “Noi magistrati siamo stati indicati come i responsabili della disfunzione del sistema. Sono accuse ingiuste ma non vogliamo fare né polemiche né aprire un contrasto con il governo”: e aggiunge: “A volte abbiamo la sensazione che la tutela dei diritti sia interesse solo della magistratura, noi vogliamo che sia interesse di tutti. Ci ribelliamo al messaggio negativo che è stato lanciato e che diceva chi sbaglia paga”. Intanto il segretario dovrebbe sapere che la “bocciatura” dei magistrati non viene indicata da questo o quello ma è l’opinione pubblica che è indignata per certe sentenze, per la fuga di notizie, per gli errori, per i tempi. Ma, soprattutto, l’opinione pubblica (e non credo di sbagliare se la quantifico alla stragrande maggioranza se non all’unanimità) è indignata per quella sorta di immunità o impunità che dir si voglia che accompagna ogni loro errore. Il magistrato, in quanto uomo, può sbagliare, è lapalissiano, ma proprio per questo, vedi cosa è accaduto a Palermo proprio in questi giorni, si dovrebbe avere il pudore di tacere su questo argomento. Per quale motivo, se un pubblico impiegato sbaglia, non solo paga ma gli si addebita pure l’aggravante di essere tale. Il magistrato che sbaglia dovrebbe scontare, a fronte di stipendi, benefit  e progressioni di carriera del tutto particolari, pene più severe di chiunque altro, altro che lamentazioni alla Geremia!

Per chiudere voglio ricordare una sentenza della Corte di Giustizia della Unione Europea (Causa C 379/10 Commissione / Italia “ È contraria al diritto dell’Unione la legge italiana sulla responsabilità civile dei magistrati per i danni arrecati ai singoli a seguito di violazione del diritto medesimo. L’esclusione ovvero la limitazione della responsabilità dello Stato ai casi di dolo o di colpa grave è contraria al principio generale di responsabilità degli Stati membri per violazione del diritto dell’Unione da parte di un organo giurisdizionale di ultimo grado”. Con buona pace di Sabelli e Carbone e di quanto ci dicono a proposito delle sentenze e delle  decisioni di Bruxelles “È l’Europa che lo vuole!”.

Elio Bitritto

 

26 ottobre 2015

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