Accanimento terapeutico

MIGRANTI E FILO SPINATOQuesta volta l’accanimento terapeutico non riguarda una persona, ma una idea, meglio direi una utopia, quella di una Unione Europea che è tutto eccetto quello per cui la si immaginò. Forse sin da subito si poteva e si doveva pensare ad una utopia, quanto meno, quando fu chiaro alla sola Gran Bretagna e non agli altri Paesi della allora CEE che si stava stabilendo un forte legame preferenziale tra Germania e Francia, diventato ancora più stretto al momento della unificazione delle due Germanie. Questa unione si è tradotta in una sorta di “protettorato” dei due felloni nei confronti del resto dell’Europa anche grazie alla incapacità (e non oso pensare ad altro) dei nostri rappresentanti a Bruxelles a cominciare da Prodi e da una unione monetaria che è partita benissimo per Francia e Germania e malissimo per l’Italia, sempre grazie a Prodi accompagnato da Ciampi che pure, da ex direttore o presidente della Banca d’Italia, doveva capire che stangata ci veniva rifilata. Oggi il “grido di ribellione” oltre che di dolore, si leva da tante parti d’Europa, da Est, da Sud da Ovest ed anche da Nord se è vero, come è vero che c’è chi si è già sganciato dall’euro, chi si appresta a farlo e chi, come le ultime elezioni stanno dimostrando, premia le compagini politiche di destra come in Francia ed oggi in Polonia. Quando si vedono in TV le ondate di profughi che per i più svariati motivi, quasi tutti legittimi, fuggono dal loro Paese, quando i cordoni di polizia si aprono e li lasciano passare, vedi centinaia di persone che corrono felici, con il sorriso sulle labbra, gli occhi felici, con i bambini in braccio o quasi trascinati, persino uno con una gamba di legno che non riesce a correre ma va. Poi ripensi a tutte quelle trasmissioni ed inchieste che fanno vedere da una parte gli immigrati comodamente sistemati in strutture più che adeguate e trattati in maniera impeccabile, e vedi anche immigrati distribuiti a casaccio, nei giardini, nelle tendopoli, nei Palazzetti dello Sport, senza acqua o riscaldamento: vedi anche “ospiti” che buttano il cibo che si lamentano di tutto, che vogliono una sistemazione altrove con arroganza. Allo stesso modo vedi i “non profughi” i “non clandestini” che hanno avuto la “fortuna di nascere e vivere in Italia, che dormono in macchina, sotto i portici, nelle stazioni, mendicando una minestra alla Caritas o rovistando nei cassonetti della spazzatura o tra gli avanzi dei ristoranti. Di questi non si interessa nessuno, neanche una cooperativa alla Buzzi perché non c’è da guadagnare: e qualcuno, va da sé, buonista e politicamente coretto, che conciona sui populisti alla Meloni o alla Salvini che quanto meno si accorgono che c’è un’altra Italia, quella dei fantasmi, dei non censiti, dei non utili alla immagine, anzi …! Populista perché si fa interprete dei disagi di migliaia di persone? Populista perché denuncia che chi può e deve, per mandato politico, non fa il suo dovere? Continuano a chiedere sacrifici al popolo e non s’è vista mai nella casta neanche la riduzione di uno stipendio o di una pensione. I toni trionfalistici della ripresa economica sono ballerini e siamo passati dagli “otto milioni di baionette” alla “guida del’Europa al posto della Germania”! Si può essere più buffoni di così?

Elio Bitritto

26 ottobre 2015

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