Gli abruzzesi risparmiano sull’acquisto delle auto

auto-usateQuestione di affetto o portafogli vuoto? Secondo i dati emersi dalle ricerche combinati dell’osservatorio Autopromotec e il Centro Studi Continental, gli abruzzesi nel 2014 hanno speso 517 milioni di euro per la manutenzione del proprio parco auto – che supera le 800.000 unità – e allo stato attuale delle cose l’età media delle vetture è di oltre 10 anni.

Insomma, avanti il vecchio e poco spazio per il nuovo, ribaltando l’adagio popolare. Secondo quanto dichiarato dagli esponenti del Centro Studi Continental: “Non solo si tratta di un livello particolarmente alto ma è anche sensibilmente cresciuto negli ultimi anni, quando, a causa della crisi economica, le vendite di autovetture sono molto calate e quindi anche il rinnovo del parco circolante è rallentato. Il risultato è che nel nostro Paese sono ancora in circolazione vetture decisamente vecchie, che non hanno a disposizione sistemi di sicurezza aggiornati ed hanno un livello di emissioni di sostanze nocive più alto rispetto a quello delle auto più recenti”

Colpa delle crisi insomma, anche se la situazione non pare essere la stesso in tutto lo stivale. Esiste infatti una grande discrepanza tra i dati relativi alle regioni meridionali e quelle dell’Italia settentrionale: “Al Sud mediamente le auto in circolazione sono molto più vecchie. Ciò è dovuto al minore sviluppo economico delle regioni meridionali, nelle quali ci si può permettere di acquistare un’auto nuova meno frequentemente rispetto a quanto accade nelle regioni del Centro Nord e, quindi, bisogna far durare più a lungo le auto già datate che sono in circolazione. Appare quindi particolarmente urgente accelerare il ringiovanimento del parco circolante italiano”.

Il settore delle auto è in netta ripresa negli ultimi tempi, come si evince dai segni positivi delle immatricolazioni che hanno raggiunto il +8,6%, un risultato che non si vedeva da anni. Eppure in alcune aree d’Italia il tempo sembra essersi fermato. Paura di un nuovo periodo di crisi o semplicemente poca disponibilità economica possono essere le cause principali di questa impasse, che in casi come la regione Abruzzo può costituire un segnale preoccupante.

Gli incentivi per l’acquisto di auto nuove non mancano di certo, specialmente quelli proposti dalle stesse case automobilistiche che spingono sulla rottamazione dell’usato. Ma non solo, perché grazie alla diffusione della rete oggigiorno anche la compravendita di veicoli usati è diventata più semplice. Un esempio concreto può essere fornito dai numerosi portali online attraverso i quali è possibile valutare la propria automobile in pochi semplici passi, e trovare un acquirente senza doversi recare in concessionaria.

Tuttavia, numeri alla mano, lo stallo di alcune regioni meridionali dimostra come gli automobilisti non vogliano sentire ragioni e preferiscano tenersi stretta la cara vecchia automobile. La regione nella quale si registra un’”età” media più avanzata è la Campania, che raggiunge addirittura i 12 anni e 9 mesi. Segue la Puglia con 11 anni e 8 mesi, il Molise con 11 anni e 7 mesi e la Sardegna con 10 anni e 10 mesi.

Ribaltando questa speciale classifica, le regioni che primeggiano sono la Valle D’Aosta e il Trentino Alto Adige, rispettivamente con 4 anni e 7 mesi e 5 anni e 10 mesi. Bisogna però considerare che in queste due regioni a statuto speciale negli ultimi anni sono stati elargiti degli incentivi speciali che hanno facilitato il rinnovamento del parco auto, distorcendo di fatto le stime reali.

I problemi derivanti dall’utilizzo di auto datate, non è solamente un discorso penalizzante a livello economico, ma comprende in primis la sicurezza nelle strade. Le vetture di ultima generazione infatti, possiedono degli strumenti tecnologici estremamente avanzati che garantiscono una maggior tutela dell’automobilista, al contrario di quanto accade con i veicoli più datati e quindi più esposti al rischio di sinistro.

 

11 giugno 2015

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