Schiavi D’Abruzzo. Caso bandiera: le chiacchiere se le porta il vento, i reati no

untitled«Ci sono cose più importanti». «Tutto sto casino per una bandierina dell’eolico». «Solite polemiche politiche di Bottone». «Le chiacchiere se le porta il vento». «Una cazzata».

Sono solo alcuni dei commenti suscitati a Schiavi di Abruzzo dal nostro articolo relativo alle bandierine delle ditte dell’eolico issate sulla facciata del Municipio accanto, anzi ai lati, del tricolore italiano. La denuncia pubblica è stata fatta, a mezzo stampa, dal consigliere comunale di opposizione, Luca Ninni. Un caso mediatico, ripreso da molti giornali on line abruzzesi e anche da Il Centro, blasonato quotidiano cartaceo regionale. Un episodio finito all’attenzione della Prefettura, investita del caso dallo stesso consigliere Ninni, che potrebbe approdare addirittura negli uffici della Procura.

Già, perché la bandiera italiana e quella europea sono dei simboli ufficiali delle istituzioni. Non possono essere accostati a drappi o «stracci» di ditte private, solo perché magari quelle imprese foraggiano il bilancio comunale.

E non lo dice il solito giornalista rompicoglioni Bottone, ma lo dice, oltre al buonsenso, anche il portale ufficiale del Governo, precisamente le disposizioni dettate dall’ufficio del cerimoniale di Stato. Lo dice la legge. Che fino a prova contraria vale anche a Schiavi.

Basta cliccare qui per scoprire che quello che è accaduto a Schiavi ha dell’incredibile. E’ stato sicuramente un abuso e probabilmente anche un reato.

A beneficio dei lettori riportiamo (copia incolla dal sito del Governo già citato) alcune norme:

10. Si possono esporre sugli edifici pubblici istituzionali bandiere e vessilli non istituzionali o privati o di parte?

NO, perché sugli edifici pubblici istituzionali possono essere esposte esclusivamente bandiere pubbliche istituzionali

13. Un organo pubblico può esporre bandiere o simboli privati?

NO, per esempio un sindaco non può esporre sul municipio la bandiera del proprio partito o altri vessilli che non hanno valore pubblico.

14. Si possono esporre negli edifici pubblici bandiere di partito o di associazioni o di movimenti o bandiere della pace, ecc.?

NO, perché negli edifici pubblici possono essere esposte soltanto le bandiere pubbliche istituzionali. Ciò per rispettare il carattere di “neutralità” delle sedi istituzionali, che costituisce sacro principio democratico.

15. Se un Comune vuole manifestare adesione ad un movimento esponendone il vessillo, come può fare?

Può esporre il vessillo rappresentativo del movimento dove vuole, ma non al fianco della bandiera nazionale o europea perché i vessilli e le bandiere dei movimenti non hanno il rango istituzionale che compete alle bandiere ufficiali e quindi non si possono mescolare senza ledere la dignità della bandiera nazionale tutelata dalle norme (L’art. 12 della Costituzione, la legge 22/98, il DPR 121/2000, l’art. 292 del Codice penale ed i principi generali del protocollo di Stato)

 

Chiaro oltre ogni interpretazione: sulla facciata del Comune non posso essere esposte bandiere o simboli privati o «altri vessilli che non hanno valore pubblico».

A Schiavi le bandierine private dei signori del vento sono state esposte ai lati del tricolore e addirittura, per far posto a quei vessilli della Festa del vento, è stata sfrattata la bandiera dell’Europa.

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Il punto 15 del portale del Governo precisa che se un Comune vuole manifestare adesione ad un movimento esponendone il vessillo (ma qui non si tratta di movimento, bensì di imprenditori, ditte private, Enercon e Floew, ndr) «può esporre il vessillo rappresentativo del movimento dove vuole, ma non al fianco della bandiera nazionale o europea perché i vessilli e le bandiere dei movimenti non hanno il rango istituzionale che compete alle bandiere ufficiali e quindi non si possono mescolare senza ledere la dignità della bandiera nazionale tutelata dalle norme».

Chiarissimo. Le bandierine marchiate Floew ed Enercon non hanno rango istituzionale, quindi non possono essere esposte accanto al tricolore. Più precisamente «non si possono mescolare senza ledere la dignità della bandiera nazionale».

A Schiavi, in occasione della Festa del Vento, questa inedita e inaudita mescolanza è stata fatta. Dunque la dignità del tricolore è stata lesa. Non siamo avvocati, ma applicando la logica ci pare legittimamente ipotizzabile che siamo in presenza di un reato, perseguibile d’ufficio.

E qui c’è poco da essere pro o contro l’eolico. E’ un dato di fatto. Oggettivo. 

E’ proprio vero: le chiacchiere se le porta il vento. I reati no.

 

Francesco Bottone

effebottone@gmail.com

 

11 giugno 2014

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