Italia rischia infrazioni per la mancata unificazione dei numeri d’emergenza al Nue e l’Abruzzo attiva un altro numero d’assistenza regionale

Nemmeno una settimana dal 112day (11.2.2014), istituito per sensibilizzare al Numero unico di emergenza europeo (Nue) e ci ritroviamo di fronte al neonato recapito telefonico 116117. Il suo primo vagito doveva squillare a fine dicembre 2013, ma l’Abruzzo rallentato e gentile, eccetto che per la soppressione delle Continuità assistenziali in alcuni comprensori, partorisce in ritardo e di traverso. Parliamo del numero regionale che la fucina sanitaria abruzzese modella affinché si possano chiedere prestazioni assistenziali territoriali indifferibili dal telefono. In parole povere, sulla scia della Spending Review e in attuazione del Piano di rientro regionale per la sanità abruzzese, la Regione taglia molte delle Continuità assistenziali, finora garantite in territori e centri montani, per sostituirle con un Centralino cui corrisponde un numero che, agli atti, la Regione si guarda bene dal definire numero di emergenza, ma serve comunque ad alleggerire il carico di telefonate che arriva al 118 interpretato dai vertici regionali come numero da codice rosso e prova a deviare i codici bianchi con l’idea di un numero regionale che sarebbe da accantonare solo perché già fagocitata dal Nue (112). Dal 2002 è questo l’unico numero che l’Italia dovrebbe adottare per le emergenze. Inoltre il numero regionale è da comporre per lo stesso genere di interventi che prima si richiedevano alla Guardia medica, sedi cancellate in molti territori, mentre da troppo tempo, 12 anni per l’esattezza, l’Europa continua a chiedere all’Italia che il 112 diventi il Numero Unico di Emergenza europeo (Nue). In Abruzzo si danno numeri diversi e ciò che  non va più speso per la continuità assistenziale viene impegnato per l’attivazione dell’ennesimo servizio che la regione reputa, probabilmente, differente da quello che dovrebbe fornire il Nue 112, numero che l’Italia fatica a considerare e ad adottare nonostante l’impegno assunto dall’Arma dei Carabinieri che gestisce oggi quel recapito telefonico per ogni tipo di emergenza e per evitare problemi con l’Europa. Perché allora la rimodulazione della spesa non viene diretta ad evitare l’ennesima infrazione alle direttive europee?

Ad oggi, purtroppo, la richiesta europea di unificazione dei numeri di pronto intervento resta inascoltata in Italia. E invece di investire sull’attivazione del Nue si pensa a triplicare i recapiti telefonici dei centralini che gestiscono le emergenze. É ciò che accade in Abruzzo dove sembra totalmente ignorata la Direttiva europea che istituisce il Nue (112). Peggio, viene anche istituito un numero regionale di chiamata 116117 per assicurare la realizzazione delle prestazioni assistenziali territoriali non differibili, in modo da garantire ai cittadini una migliore accessibilità ai Servizi di Continuità Assistenziale. Ragionando: quando si telefona alla Continuità assistenziale (ex Guardia medica) lo si fa per augurare la buona notte al medico di turno al centralino?

Il numero regionale in questione nasce grazie ad un accordo intercorso nella “Conferenza permanente Stato-Regioni, Rep. Atti n. 135/CSR del 27 luglio 2011  sancito per rendere efficace e sostenibile l’integrazione tra i servizi della Continuità Assistenziale ed il sistema emergenza, attraverso la centralizzazione delle chiamate di Continuità Assistenziale su un numero regionale, in analogia a quanto già avvenuto per il 118”.

Qualcosa di estremamente assurdo e di difficile da dimenticare la vicenda del recapito telefonico regionale, difficile da ricordare, da aggiungere ai più conosciuti 118, 113, 112,115 e 117.

Per fare solo un’ipotesi. Panico assoluto, un famigliare ha perso i sensi, ci sarà almeno un essere umano, al mondo, in grado di mantenere i nervi saldi e il sangue freddo, scegliere tra i vari numeri quello che più si confà all’emergenza del momento, individuare quello giusto, telefonare al 116117, descrivere al medico del numero regionale le caratteristiche del malessere e la situazione d’emergenza per la quale chiede soccorso o anche solo un consulto notturno, ricevere risposte e rassicurazioni dal medico del centralino che solo ad orecchio dovrebbe azzeccare la gravità della situazione per decidere un intervento con eliambulanza o semplice ambulanza che però percorrerà tragitti impervi e spaventosi, perché le Guardie mediche eliminate servivano comprensori piuttosto isolati dell’entroterra abruzzese. Dunque il medico dovrebbe ripassare un po’ di geografia abruzzese, aggiornarsi quotidianamente sulla situazione meteo e sullo stato di manutenzione delle strade. Dall’altra parte della cornetta, all’utente occorrerebbe come minimo una laurea in scienze infermieristiche e non è detto che sia in grado di reagire prontamente e di riuscire a descrivere i sintomi come farebbe uno scrittore di gialli o un investigatore per spiegare al medico. Quanto costerà il servizio novello agli abruzzesi? Una parte del taglio di tutte le guardie mediche ad oggi effettuato dalla Asl regionale perché così riporta il decreto del Commissario ad Acta Gianni Chiodi:

“Tenuto conto che il Decreto commissariale 24/2012 stabilisce che la presenza dei medici di Continuità assistenziale nelle Centrali operative aziendali sarà assicurata utilizzando le risorse economiche derivanti dalla riorganizzazione delle sedi di continuità assistenziale. Considerato che il Decreto Commissariale 61/2013 stabilisce la nuova articolazione territoriale delle sedi di Continuità assistenziale che produrrà alcune chiusure dando luogo ad una minor spesa le cui economie risulteranno utili per l’attivazione delle Centrali operative aziendali del 116117”.

Deo gratias! A questo punto, la procedura di infrazione europea potrebbe davvero essere riaperta e l’Italia si ritroverebbe a pagare milioni di euro non solo per non aver attivato il 112, ma per aver istituito e reso operativo, in Abruzzo, il numero regionale 116117 riferito al Piano di rientro della spesa sanitaria, quella che il Presidente della regione Abruzzo Gianni Chiodi sta rimodulando anche per organizzare un servizio telefonico atto a gestire la mancanza di sedi di Continuità assistenziale da poco eliminate. Alla faccia del Nue!  Maria Trozzi       mtrozzi@libero.it

Di seguito il contenuto del Decreto del Commissario ad Acta Chiodi che tratta proprio del servizio telefonico regionale:

“VISTO il Decreto Commissariale n. 24/2012 che demanda alle ASL l’attivazione del numero della Continuità Assistenziale, possibilmente all’interno della centrale operativa aziendale sede del 118, per garantire la risposta adeguata alle richieste rivolte alla centrale di Continuità Assistenziale provenienti dallo stesso territorio di chiamata;

RITENUTO che attualmente il Servizio di Continuità Assistenziale è garantito secondo quanto previsto al capo III, art. 62 e segg., del vigente Accordo Collettivo Nazionale, di cui all’Intesa del 29.07.2009, e richiamati, in particolare, l’art. 62, in merito alle fasce orarie di pertinenza ed l’art. 64, per quanto riguarda i rapporti ottimali;

VISTO il Programma Operativo 2013-2015 approvato con Decreto Commissariale n. 84/2013 che dispone l’attivazione, entro il 31.12.2013, del numero 116117 come stabilito dal Decreto Commissariale n. 24/2011;

RICHIAMATO il Decreto Commissariale n. 24/2012 che indica le scelte che il medico di Continuità Assistenziale dovrà valutare a seguito di chiamata rivolta al numero 116117:

-          inviare un medico di Continuità Assistenziale per visita a domicilio;

-          rinviare a strutture più adeguate o al Servizio di Emergenza 118 coinvolgendo il personale della stessa Centrale Operativa aziendale, in servizio per il 118, se la patologia non fosse valutabile e gestibile a domicilio;

-          invitare il paziente a raggiungere la sede ambulatoriale di Continuità Assistenziale più vicina;

-          fornire un consiglio telefonico se questa è la richiesta o qualora valuti che la richiesta del cittadino sia così risolvibile;

CONSIDERATO che il Servizio di emergenza 118, ampiamente conosciuto dai cittadini e talvolta utilizzato anche in casi di minor gravità, come dimostrato dal peso dei “codici bianchi”, richiede una relazione funzionale con il sistema della Continuità Assistenziale al fine di ridurre gli accessi impropri ai servizi di emergenza;

RITENUTO di istituire il numero di chiamata 116117 per assicurare la realizzazione delle prestazioni assistenziali territoriali non differibili, in modo da garantire ai cittadini una migliore accessibilità ai Servizi di Continuità Assistenziale;

RITENUTO, alla luce delle indicazioni contenute nel programma Operativo Regionale 2013/2015, di stabilire che i Direttori Generali delle ASL dovranno, entro il 31.12.2013:

-          reperire gli spazi necessari per l’ attivazione della Centrale Operativa Aziendale di Continuità Assistenziale 116117;

-          provvedere alla dotazione strumentale e tecnologica per l’implementazione del numero 116117;

-          provvedere all’individuazione del personale necessario per coprire i seguenti turni delle Centrali Operative:

-          Sabato e prefestivi dalle ore 10,00 alle ore 20,00

-          Domenica e festivi dalle ore 8,00 alle ore 20,00

-          Tutti i notturni dalle ore 20,00 alle ore 8,00

-          garantire l’adeguata preparazione del personale assegnato alla Centrale Operativa 116117 per la puntuale organizzazione del servizio;

-          assicurare il collegamento telefonico fra la Centrale Operativa Aziendale 116117 e le sedi periferiche di Continuità Assistenziale per l’invio, quando ne ricorrano le condizioni, di un medico di guardia medica per la visita a domicilio

RITENUTO

di stabilire che i Direttori Generali delle ASL dovranno assicurare l’operatività del numero di Continuità Assistenziale116117 a far data dal 1 marzo 2014 prevedendo apposita campagna informativa attraverso comunicati stampa, diffusione di opuscoli informativi presso distretti sanitari, studi medici, ospedali, farmacie ed altre strutture e dando comunicazione al Servizio Assistenza Sanitaria di Base e Specialistica delle Regione dell’avvenuta attivazione della Centrale Operativa e, semestralmente, del numero degli accessi al 116117;

RITENUTO necessario stabilire, per la peculiarità organizzativa del servizio di guardia medica che le Centrali Operative di Continuità Assistenziale manterranno la loro localizzazione aziendale, se necessaria, anche in caso di diversa dislocazione territoriale delle centrali operative del 118, ferma restando l’integrazione funzionale delle loro specifiche attività;

RITENUTO di stabilire che l’Ufficio “Procedure e Sistemi Informatici Sanitari” del Servizio Gestione Flussi Informativi, Mobilità Sanitaria, Procedure Informatiche ed Emergenza Territoriale della Regione supporterà le ASL:

-          per l’attivazione del sistema informatico da adibire all’attivazione del numero 116117,

-          per la predisposizione delle appropriate linee telefoniche;

-          per l’allestimento dell’impianto tecnologico;

RITENUTO in ragione del carattere di urgenza che riveste il presente decreto, di procederne all’inoltro ai Ministeri dell’Economia e Finanze e della Salute successivamente alla sua formale adozione.

DECRETA

Per le motivazioni espresse in premessa che integralmente si trascrivono ed approvano

-          di istituire il numero di chiamata 116117 per assicurare la realizzazione delle prestazioni assistenziali territoriali non differibili, in modo da garantire ai cittadini una migliore accessibilità ai Servizi di Continuità Assistenziale;

-          di stabilire, alla luce delle indicazioni contenute nel programma Operativo Regionale 2013/2015, che i Direttori Generali delle ASL dovranno, entro il 31.12.2013:

-          reperire gli spazi necessari per l’ attivazione della Centrale Operativa Aziendale di Continuità Assistenziale 116117;

-          provvedere alla dotazione strumentale e tecnologica per l’implementazione del numero 116117;

-          provvedere all’individuazione del personale necessario per coprire i seguenti turni delle Centrali Operative:

-          Sabato e prefestivi dalle ore 10,00 alle ore 20,00

-          Domenica e festivi dalle ore 8,00 alle ore 20,00

-          Tutti i notturni dalle ore 20,00 alle ore 8,00

-          garantire l’adeguata preparazione del personale assegnato alla Centrale Operativa 116117 per la puntuale organizzazione del servizio;

-          assicurare il collegamento telefonico fra la Centrale Operativa Aziendale 116117 e le sedi periferiche di Continuità Assistenziale per l’invio, quando ne ricorrano le condizioni, di un medico di guardia medica per la visita a domicilio

-          di stabilire che i Direttori Generali delle ASL dovranno assicurare l’operatività del numero di Continuità Assistenziale 116117 a far data dal 1 marzo 2014 prevedendo apposita campagna informativa attraverso comunicati stampa, diffusione di opuscoli informativi presso distretti sanitari, studi medici, ospedali, farmacie ed altre strutture e dando comunicazione al Servizio Assistenza Sanitaria di Base e Specialistica delle Regione dell’avvenuta attivazione della Centrale Operativa e, semestralmente, del numero degli accessi al 116117;

-          di stabilire, per la peculiarità organizzativa del servizio di guardia medica che le Centrali Operative di Continuità Assistenziale manterranno la loro localizzazione aziendale, se necessaria, anche in caso di diversa dislocazione territoriale delle centrali operative del 118, ferma restando l’integrazione funzionale delle loro specifiche attività;

-          di stabilire che l’Ufficio “Procedure e Sistemi Informatici Sanitari” del Servizio Gestione Flussi Informativi, Mobilità Sanitaria, Procedure Informatiche ed Emergenza Territoriale della Regione supporterà le ASL:

-          per l’attivazione del sistema informatico da adibire all’attivazione del numero 116117,

-          per la predisposizione delle appropriate linee telefoniche;

-          per l’allestimento dell’impianto tecnologico;

-          di stabilire che le ASL faranno fronte alle spese derivanti dall’attuazione del presente Decreto con le economie risultanti dalla nuova articolazione territoriale delle sedi di Continuità Assistenziale operata con il Decreto n. 61/2013;

-          di stabilire che il servizio delle Centrali Operative Aziendali n. 116117 assume un’importante valenza organizzativa che non consente l’esonero da specifiche forme di responsabilità dei Direttori Generali delle ASL in caso di mancato raggiungimento degli scopi previsti;

-          di trasmettere il presente provvedimento ai Ministeri della Salute e dell’Economia e Finanze per la relativa validazione;

-          di trasmettere il presente provvedimento ai Direttori Generali delle ASL per gli adempimenti di competenza.

Pescara lì 22.11.2013

IL COMMISSARIO AD ACTA

Dott. Giovanni Chiodi

 

 

14 febbraio 2014

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