Maramaldi, vili e pure arroganti.

102_arroganteLa decisione di votare con voto palese la decadenza di Berlusconi dalla carica di senatore era ormai nell’aria e noi sostenitori del cavaliere non ci eravamo illusi. In realtà la cosa che colpisce è stata la motivazione della Linda Lanzillotta (tipico totem inamovibile e migrante del Parlamento italiano) che ha candidamente spiegato che il voto non era sulla persona, nel qual caso sarebbe stato corretto votare nel segreto dell’urna, ma era sulla “moralità del Senato” come istituzione, Non crediamo che una sentenza sia mai stata tanto tartufesca: come Pilato, la senatrice sapeva benissimo che la conseguenza sarebbe stata una sola ma, peggio di Pilato, ha pensato di giustificare la sua scelta con una pseudo morale attribuita ad un consesso che gronda ogni giorno di compromessi, i più vari e sui più disparati argomenti. Quale l’etica di aver stravolto il regolamento del Senato, quale l’etica di aver imposto la “disciplina di partito” alle coscienze, quale l’etica di aver utilizzato una legge “contra personam” macchiandosi dello stesso contestato metodo delle aborrite rimproverate leggi ad personam di Berlusconi? Certo una larga parte degli italiani sarà lieta dell’esito di quel voto, così come sarà lieta di liberarsi di un nemico più che di un avversario: crediamo però che una uguale, se non maggior parte di italiani, si stringerà ancor più attorno a Berlusconi. Non solo il centro destra ma anche quella parte di cittadini disgustata dai giochetti della politica cattocomunista e che si è allontanata dalle urne, ha compreso che la presa del Palazzo d’Inverno da parte dei vari D’Alema, Bindi, Vendola. Monti, Casini e compagni vari, farà sprofondare ancor più gli italiani nella precarietà politica, economica e morale. Chi mai potrà fidarsi di personaggi che hanno travolto, prima che le leggi, il buon senso e la loro stessa dignità pur di abbattere il nemico. Se i “moralisti” a comando solo per un momento avessero pensato che la Corte Costituzionale potrebbe ammettere le ragioni della difesa di Berlusconi, se solo per un momento avessero pensato che la Corte di Giustizia europea potrebbe ammettere quelle stesse difese, quali sarebbero le conseguenze? Il minimo della dignità (per chi ce l’ha) dovrebbe essere l’istituto delle dimissioni, permanenti, dalla vita politica. In conclusione il voto della Lanzillotta ha sancito non solo il disprezzo per le regole ma soprattutto per il leader del principale partner al governo e non si può pensare che questa scelta resti senza conseguenze: mettere la mani avanti, come fa Epifani ed altra “brava gente” come lui, per scongiurare una eventuale crisi di governo perché “le due cose sono separate” è pura idiozia e ipocrita vigliaccheria. Non si può dimenticare che è stato Berlusconi a dichiararsi disponibile ad un governo di larghe intese, nonostante Bersani, proprio per evitare una crisi istituzionale e che solo per l’insistenza di Napolitano il PD ha accettato il compromesso facendo però di tutto per contrastare l’accordo (tasse, IVA, IMU, ecc.). Come si può pretendere di cacciare il leader e costringere il partito a restare! Più che da pazzi e da dementi!

Elio Bitritto

 

31 ottobre 2013

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