Proposta choc in Regione: accorceranno il Parco Sirente Velino

Offerte d’occasione in Abruzzo che non deludono le aspettative immobiliari e fanno gola ai cacciatori, ridimensionati dalle recenti sentenze del Tar e della Consulta, ma ringalluzziti da chi ritiene che l’attività venatoria è eccessivamente compressa rispetto alle reali esigenze di tutela delle aree protette. Sotto le mire espansioniste della regione del cemento e della caccia è finito anche il Parco naturale Sirente Velino con una proposta choc: modificare la legge regionale 7.3.2000 n.23.  Ossia restringere il Parco regionale Sirente Velino escludendo da esso una vasta area che da Rovere ai Piani di Pezza, direzione Ovindoli, raccoglie il rifugio Sebastiani e poi sulla cresta del monte, verso il comune di Rocca di Cambio, tocca la Strada statale 5 bis a Rocca di Mezzo e il territorio tra la statale e la strada di Campo Felice, scavalcando Forca Miccia e seguendo il confine fino a punta dell’Azzocchio, nel Comune di Rocca di Cambio. Proprio là dove non si dovrebbe costruire si vorrebbe rimuove l’ostacolo perchè le attività turistiche che costituiscono la fonte primaria delle attività economiche dei Comuni di Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio sono soffocate dai vincoli delle aree protette. La crisi economica non ha colpe questa volta! Così arrivano i saldi di fine legislatura tra le proposte della Regione Abruzzo e presto andrà in onda la riperimetrazione del Parco Sirente Velino ad opera del Consigliere regionale Luca Ricciuti. La proposta potrebbe scalare le vette del Consiglio regionale prima del previsto grazie al regolamento: trascorso un determinato periodo di tempo dalla presentazione della modifica, se non ci sono altri imput, non occorre neanche più un parere dell’ente interessato, per decidere sul ridimensionamento dei confini dell’area protetta. I beninformati annunciano che la previsione per Rocca di Mezzo potrebbe essere accantonata. Sarebbe sacrificabile solo il territorio di Rocca di Cambio dove i vincoli paesaggistici sono stranamente più sentiti dalla popolazione! I motivi della perimetrazione dell’unico Parco regionale abruzzese sono sotto gli occhi di tutti e li chiamano vocazione turistica e compressione dell’attività venatoria. Analizziamo nel dettaglio l’utilità dell’iniziativa di modifica della Legge regionale n.23 del 7 marzo 2000:  

“Il presente progetto di legge è finalizzato all’esclusione dagli attuali confini del Parco Sirente Velino di alcune zone site nei Comuni di Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio. Precisando che i Comuni di Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio continuano a far parte del Parco Sirente Velino, è necessario escludere dalla perimetrazione  unicamente le zone comprese tra la strada che da Rovere conduce ai Piani di Pezza, entrando a Pezza si continua in direzione di Ovindoli, risalendo il confine con il comune di Ovindoli fino al rifugio Sebastiani,  continuando la cresta, si prende per il comune di Rocca di Cambio, fino ad incrociare la Strada statale 5 bis, seguendo la stessa fino a Rovere, per il comune di Rocca di Mezzo, e del territorio compreso tra la Statale 5 bis, la strada di Campo Felice, scavalcando da Forca Miccia e seguendo il confine del Parco fino a Punta dell’Azzocchio, seguendo il confine con il Comune di Rocca di Mezzo fino alla ss5, per la zona ricadente nel Comune di Rocca di Cambio.

I vincoli preposti sulle aree protette determinano un incidenza negativa al normale svolgimento della attività turistiche che, come è noto, costituiscono la fonte primaria delle attività economiche dei Comuni di Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio. Il permanere dei vincoli nelle aree protette nei confronti delle zone in esame, infatti, si pone come ostacolo al miglioramento delle funzionalità degli impianti sciistici sotto il profilo della fruibilità dei turisti che sono costretti a lunghe e estenuanti file, che spesso si pone come deterrente all’affluenza e alla presenza nelle località di soggiorno invernale”. Una vera e propria contraddizione di fondo questa motivazione della riperimetrazione del Parco perché se è vero che ci sono lunghe ed estenuanti file per gli impianti da sci non si vede come poi ci siano problemi d’affluenza nelle strutture ricettive, risparmieranno prendendo spunto dalla comune, dormendo tutti in una sola camera d’albergo i turisti? Andiamo avanti_ L’ulteriore elemento che rende necessario ridefinire la perimetrazione del Parco Sirente Velino, è rappresentato dalla limitazione all’attività venatoria, che appare eccessivamente compressa rispetto alle reali esigenze di tutela delle aree protette, visto che i residenti di questo territorio non hanno sbocchi con gli ambiti esterni. Per la tutela ambientale e faunistica delle citate zone sono da ritenere sufficienti le garanzie offerte dalla normativa europea in materia di siti di interessi comunitari (Sic). Con la revisione proposta con il presente progetto, dunque, si realizza una situazione di equilibrio tra le esigenze turistiche e venatorie dei Comuni di rocca di Mezzo e Rocca di Cambio e la necessità di tutela delle aree protette che, come finora evidenziato, trovano comunque sufficiente garanzia nella normativa comunitaria. Modifica alla Legge 7.3.2000 n.23  – Parco Naturale Regionale Sirente Velino. Revisione confini e limitazioni zone”. Amen. Maria Trozzi

22 luglio 2013

2 Commenti a Proposta choc in Regione: accorceranno il Parco Sirente Velino

  1. Fernando Paravano scrive:

    E ti pareva! Io accorcerei loro.

  2. Fernando Paravano scrive:

    Perchè non accorciare gli accorciatori?

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