Latte scaduto e ribollito? Bufala sui numeri rossi delle confezioni

 

Effettivamente le cifre rosse in sequenza ci sono ( 1 2 3 4 5 6 ) e sono chiaramente distinguibili tra i tanti simboli alla base della confezione del prodotto alimentare, ma si tratta di indicazioni numeriche per la rintracciabilità dell’imballaggio. Nulla a che vedere con l’alimento confezionato!

La leggenda del latte scaduto e ribollito gira sul Web  da 7 anni (2007), ed è dura a morire! Ogni tanto la si rispolvera perché magari fa comodo a qualche spietato concorrente che la ricicla dai meandri del Web e la rifila a qualche sprovveduto maritino, pignolo e in fissa, che legge di tutto un po’ e si allarma alle prime avvisaglie, senza verificare quanto riportato sui post dei Social network. Se proprio ha tempo da perdere il consorte va spulciando, appena ne ha l’occasione, tra le confezioni in dispensa e se trova ciò che non avrebbe voluto trovare scatta l’allarme. Ambulanza per tutto il caseggiato: il contenitore della panna preferita manca di qualche numerino comunista nella sequenza ordinata prevista per le confezioni degli alimenti. Al solito dito puntato concentra l’attenzione piuttosto che alla luna!

I numeri  alla base della confezione in cartone, per il latte fresco e UHT,  per il vino, per i succhi di frutta, per i legumi e per la panna si riferiscono al processo di produzione del contenitore e non a quello del prodotto contenuto. D’altronde la pratica del riciclo del latte fresco o di altri generi alimentati, come la panna, è assolutamente vietata ai sensi della L. 169/89. Per il latte UHT, invece, il riferimento è al Reg CE 853/2004 che non richiama in alcun modo al numero dei trattamenti, ma prescrive le caratteristiche microbiologiche necessarie alla materia prima per lavorarla.

I numeri pertanto sono da riferirsi solo ed esclusivamente al contenitore. Quelli sul fondo esterno dell’imballaggio cosa indicano? Il sito Granarolo.it  rimanda alla pagina Tetrapak.com che però non è più disponibile nelle pagine del sito dell’azienda che produce imballaggi. Come mai?

Fortunatamente abbiamo l’intervista di Carlo De Stefano, Web Manager per la comunicazione di Tetrapak. I professionisti dell’azienda, scovati in rete, sono rintracciabili un po’ come gli imballaggi che la Tetra pak produce (permetteteci una battuta). De Stefano chiarisce che i numeri rossi in sequenza sul fondo dei contenitori Tetra Pak dipendono dalle bobine di carta, piuttosto larghe, su cui si stampano le confezioni in produzione. Bobine che vengono ridotte, ovvero tagliate, a seconda del formato dell’imballaggio. Questo spiega anche perché, se per le confezioni di panna si arriva, ad intervalli regolati, ad un sequenza non superiore a 5, per i succhi di frutta monodose potrebbe aggiungersi anche il numero 6. Quando manca uno dei numeri in sequenza, secondo l’ufficio stampa della Tetra pak, la cifra mancante indica appunto la bobina di provenienza ed è sempre presente. Per ulteriori chiarimenti, delucidazioni e rassicurazioni, soprattutto ai mariti fuorviati e fuorvianti, riproponiamo l’intervista completa al manager della ditta, proposta dal sito Spesa criticaqui ) . Maria Trozzi  ( mtrozzi@libero.it )

14 gennaio 2014

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